Pendolari e treni, 2013 peggio dei precedenti

di Erika Facciolla del 13 gennaio 2014

La vita dei pendolari in Italia, si sa, è a dir poco tormentata: tagli dei servizi, ritardi, condizioni igieniche precarie, treni vecchi, aumento del costo dei biglietti, sono solo alcune delle tante inefficienze con cui chi si sposta da una città all’altra per motivi di lavoro è costretto ad affrontare ogni santo giorno. A sottolineare ancora una volta l’inadeguatezza del sistema ferroviario regionale italiano ci ha pensato Legambiente con il rapporto ‘Pendolaria 2013’ che come ogni anno fa il punto sulla situazione denunciando carenze e suggerendo possibili soluzioni o interventi.

Nel rapporto, gli esperti dell’associazione denotano un peggioramento ancora più marcato negli ultimi 3 anni che per i pendolari italiani si sono trasformati nel periodo più ‘nero’ nella storia dei trasporti pubblici locali. Se da una parte, infatti, il successo dei Frecciarossa è ormai una realtà consolidata, dall’altra i tagli al servizio regionale ha fatto diminuire i passeggeri e aumentare le tariffe. Del resto, i fondi erogati dallo Stato per potenziare il trasporto su gomma e su rotaie a partire dal 2009 sono stati ridotti del 25% proprio mentre il numero dei passeggeri registrava un aumento (+17%).

Dunque, anziché potenziare il servizio per incontrare una domanda in crescita, Stato e Regioni hanno ridotto le risorse e abbandonato, di fatto, un settore potenzialmente in crescita. Secondo i dati diffusi da Legambiente, inoltre, le situazioni peggiori si registrano in Piemonte, Lazio e Campania, regioni in cui si verificano i movimenti giornalieri più consistenti. Solo in Piemonte, sono state cancellate 13 linee ferroviarie e i viaggiatori giornalieri sono scesi a 209.000 rispetto ai 236.000 del 2012.

In poche parole, chi vuole (o deve) spostarsi sulle rotaie per raggiungere il proprio posto di lavoro è sempre più abbandonato al proprio destino. ‘Un problema nazionale, una battaglia di civiltà nell’interesse dei cittadini’ è la calzante definizione che il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini, ha utilizzato per descrivere la situazione.

Ma l’associazione propone anche delle soluzioni e dei nuovi obiettivi per ripartire fin da subito: aumentare di 2 milioni in 6 anni il numero dei viaggiatori e promuovere il trasporto su rotaia come mezzo di trasporto efficiente e sostenibile. Per riuscirci occorre stanziare nuovi incentivi per gli abbonamenti con detrazioni del 20%, aumentare i collegamenti almeno sulle 20 linee pendolari più importanti del paese; riorganizzare gli orari in base alle necessità dei viaggiatori. L’investimento e la riorganizzazione del settore deve essere graduale ma totale: servono treni moderni, efficienti, capienti e vivibili, soprattutto nelle aree urbane; serve superare l’affollamento dei convogli che è la principale causa dei ritardi e delle difficoltà lamentate dai viaggiatori; in altre parole, serve aumentare la qualità di un servizio che, ad oggi, è il peggiore d’Europa. Che il 2014 sia l’anno giusto per riuscirci?

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