Per i cani rapiti nulla da fare: è un reato inesistente

di Erika Facciolla del 22 settembre 2014

Un reato che non esiste. Una piaga sempre più diffusa sulla nostra penisola visto che, da Nord a Sud, crescono di giorno in giorno i casi di rapimento ai danni dei nostri amici a quattro zampe. Eppure, per la legge, quelle ‘sparizioni’ sono destinate a rimanere un mistero, celate dietro l’ombra di vere e proprie organizzazioni criminali e malviventi senza scrupoli dediti ai traffici illegali di animali domestici, cani e gatti in particolare.

Sembra incredibile, ma ad oggi il furto di animali non rientra fra i reati contemplati dalle leggi italiane e non esiste una banca dati predisposta per il loro censimento. Pur presentando denuncia, infatti, le possibilità di ritrovare il proprio cane sono scarse anche perché le forze dell’ordine non possono indagare sui singoli casi né tanto meno fornire un dato statistico del fenomeno.

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Questo ‘vuoto’ normativo finisce con l’incoraggiare ancor di più i malintenzionati e alimentare un fenomeno dietro il quale si nascondono intenti abietti e meschini: quasi mai, infatti, il furto di un cane genera una richiesta di riscatto o si conclude positivamente grazie alla promessa di generose ricompense. Il più delle volte i rapimenti alimentano un mercato illecito fatto di lotte clandestine, vivisezione, commercio di carne e pelle, accattonaggio, zooerastia e riti sadici. In altri casi, i furti sono destinati al mercato dei ‘ricchi’ o addirittura commissionati da clienti interessati ad esemplari di razze particolarmente pregiate.

Per dar voce alla rabbia e alla disperazione delle vittime di questo ‘reato-non reato’ e alimentare la speranza di un ritrovamento, ci si affida quasi sempre al tam-tam del web: su Facebook, ad esempio, è attiva la pagina ‘Cani Rapiti’ che raccoglie gli appelli e le testimonianze di centinaia di padroni in cerca dei propri amici a quattro zampe. Ci sono poi siti attivi  localmente o sul territorio nazionale e tante altre associazioni volontarie sparse sullo Stivale nate con lo stesso obiettivo: dare una speranza a chi subisce il furto del proprio cane.

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Solo nel 2013, in Italia sono stati  17.500 i casi segnalati alle forze dell’ordine (2000 in più rispetto al 2012). Di questi, la maggior parte si concentrano al Centro-Nord e vanno ad alimentare un mercato clandestino che genera un giro d’affari pari a 5 milioni di euro (Fonte: Aidaea).

Immagine via Shutterstock

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