Perché la Germania vuole le rinnovabili ad ogni costo

di Erika Facciolla del 19 novembre 2013

È notizia recente che la Germania, attraverso il suo Ministro dell’Ambiente, Peter Altmaier, abbia annunciato l’intenzione di innalzare l’obiettivo comunitario sulle rinnovabili dal 35 al 40% del fabbisogno elettrico nazionale entro il 2020. Il disegno di legge è stato già presentato in ottobre e prevede l’introduzione di nuove formule di incentivazione economica, delle normative specifiche e alcune formule di prelievo fiscale atte ad accelerare ulteriormente il ritmo di crescita sul fronte delle rinnovabili , in un Paese che è già arrivato al 25% della quota, rispetto al 35% fissato dall’Unione Europea per il 2020.

LA CONOSCI? Friburgo: la città più green della Germania

Con questo provvedimento vengono introdotti i tetti di potenza per determinare le soglie massime entro cui l’energia prodotta da eolico e biomasse non potranno più beneficiare degli incentivi, saranno ridefiniti i sistemi di accumulo con una logica di finanziamento dal basso, ed innalzati i tassi per kilowattora che i contribuenti tedeschi dovranno corrispondere allo stato per il consumo di energia elettrica direttamente in bolletta.

Ma se gli obiettivi europei sono già alla portata con diversi anni di anticipo e se gli ingenti investimenti operati nel campo dell’eolico e del fotovoltaico hanno già prodotto i risultati previsti, perché la corsa dei tedeschi verso le rinnovabili diventa ogni giorno più spasmodica? I motivi alla base di un simile atteggiamento sono riassumibili in quattro semplici parole: popolarità, condivisione, lungimiranza, ambizione.

FOCUS: La Germania prevede di raddoppiare l’energia solare prodotta entro il 2014

Punto primo: la popolarità e l’attenzione dei media ottenuta dalla Germania in tema di efficienza energetica è impressionante e ha contribuito a migliorare notevolmente l’immagine del Governo sia in Europa che agli occhi dell’opinione pubblica tedesca.

L’altra arma segreta del successo tedesco è senza dubbio la ‘condivisione’ del progetto. I risultati ottenuti sono il frutto di uno sforzo collettivo costato miliardi di euro e sostenuto dall’84% dei cittadini teutonici che condividono con i propri rappresentanti politici l’aspirazione di arrivare alla totale autosufficienza energetica nel più breve tempo possibile. E come se tutto ciò non  bastasse, anche se il costo dell’elettricità in Germania è uno dei più alti del Mondo (e con il nuovo provvedimento legislativo crescerà ulteriormente), gli utenti tedeschi sono molto attenti e virtuosi, tanto da potersi permettere tassi più salati senza pagare bollette esose.

Apparentemente potrebbe sembrare che la Germania voglia conquistare la strada delle rinnovabili ‘a tutti i costi’, ma la verità è che per i tedeschi il costo delle rinnovabili non sarà mai troppo alto rispetto al ‘prezzo’ che si potrebbe pagare in termini ambientali ed economici. Questa è quella che solitamente viene definita ‘lungimiranza’ ed è ciò di cui una Nazione dovrebbe disporre in abbondanza per crescere e prosperare.

LEGGI ANCHE: Patto India-Germania per le rinnovabili

L’ultima, ma non per importanza, è la parola ‘ambizione’, o se preferite, ‘proprietà’. La popolazione tedesca vuole conquistare una fetta importante del sistema energetico nazionale. Cittadini e istituzioni sono già proprietari di gran parte dell’energia elettrica prodotta attraverso le rinnovabili e milioni di tedeschi stanno investendo i lori risparmi in titoli e quote di società specializzate nel settore delle rinnovabili. Come dire che i consumatori diventano produttori e proprietari dell’energia consumata, dunque la questione diventa un affare privato e pubblico al tempo stesso. Un fatto che agisce come moltiplicatore sull’economia locale con ricadute sociali a dir poco positive.

Critiche, pregiudizi e antipatie politiche a parte, non è forse arrivata l’ora di seguire il buon esempio?

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *