Perché non si devono allevare specie selvatiche in casa

di Alessia del 1 giugno 2013

Se proviamo a fare un giro fuori città, avventurandoci in un percorso di montagna o in una distesa di campagna, molto probabilmente avremo la fortuna di incontrare qualche simpatico animaletto come volpi, scoiattoli, lepri.

Quasi sicuramente scapperanno via spaventati dalla nostra presenza, ma in alcuni casi si ha la fortuna di riuscire ad avvicinarli e potrebbe venirci la tentazione di portarli a casa con noi, convinti che con le nostre cure e i nostri ambienti confortevoli (per noi, di certo non per loro!) potranno stare meglio.

Questo è quanto di più sbagliato possiamo fare, gli animali selvatici non diventeranno domestici solo per il fatto che li costringiamo a vivere tra le pareti di casa nostra!

Cerchiamo di capire più a fondo per quali motivi.

Innanzitutto, prelevando un animale dal suo habitat naturale stiamo commettendo un’azione illegale e già questo dovrebbe bastare per fermare azioni imprudenti.

Il processo di addomesticamento di un animale selvatico richiede secoli all’interno di una specie, se oggi possiamo permetterci di allevare cani e  gatti è solo perchè migliaia di anni fa l’uomo ha iniziato questa lenta convivenza.

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Anche se non mostrano sintomi evidenti, gli animali potrebbero essere portatori di rabbia e trasmettere infezioni anche più gravi, mettendo a rischio la nostra vita e quella dei nostri cari.

E se quando sono cuccioli ci fanno una gran tenerezza perché possiamo coccolarli, prima o poi cresceranno e inizieranno a manifestare una serie di comportamenti non idonei alla vita domestica, come mordere e rosicchiare mobili, strappare tessuti e quant’altro. Spesso le persone sono portate ad abbandonarli di fronte all’impossibilità di poter controllare i loro comportamenti ed è così che animali vissuti sempre in contesti protetti di colpo si ritrovano nei boschi all’aperto, in ambienti completamente nuovi e senza quelle competenze di sopravvivenza che avrebbero sviluppato se nessuno li avesse prelevati da piccoli.

Il rapporto madre-figlio in natura ha delle regole completamente diverse dalle nostre, non  esiste quel legame di dipendenza simbiotica tipico della specie umana, per cui prima di portare via un cucciolo accertiamoci che non ci sia la madre nei paraggi e che quel cucciolo stia solo sperimentando la sua autonomia.

Nel caso di dubbio o se vediamo che è ferito, possiamo allertare il centro faunistico della zona che sarà in grado di prendere gli opportuni provvedimenti.

Il paragone sarà forse azzardato, ma come ci lasciamo stizzire quando leggiamo di popolazioni indigene strappate dalla loro terra, pensiamo che in qualche modo anche noi stiamo condannando un animale selvatico portandolo via con noi.

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