Perché non si va al lavoro con la bici? Le 10 ragioni

di Alessia del 17 aprile 2014

Si fa tanto un gran parlare di pendolari in bicicletta e trasporto sostenibile, ma se si vanno ad analizzare i dati si noterà che il fenomeno cresce lentamente o addirittura rimane stazionario, in molti Paesi, come la Gran Bretagna e l’Italia, dove non c’è la tradizione di spostarsi sulle due ruote. Ma allora, perché non si va al lavoro in bici?

Il risultato è che la maggioranza delle persone continua ad utilizzare l’automobile per andare a lavoro ogni mattina principalmente per il timore degli automobilisti e perché le piste ciclabili sono ancora troppo poche per sentirsi in sicurezza.

Per quale motivo il fenomeno fatica così tanto a decollare?

LEGGI ANCHE:

Vediamo insieme quali sono le principali cause che spingono i cittadini a rinunciare alla bici:

  1. Al primo posto troviamo la guida spericolata degli automobilisti, spesso talmente arroganti da occupare anche aree non destinate alla circolazione. Un ciclista che decida di avventurarsi su strada urbana dovrà prestare attenzione ai movimenti incauti degli automobilisti, ricevendo spesso anche insulti.

  2. Le strade non sono state progettate solo per le automobili, ma di fatto è come se lo fossero, costringendo le bici ad avventurarsi su piste non ciclabili, rischiando anche multe e avventure di vario genere.

  3. Le piste ciclabili sono ancora troppo poche e per un ciclista inesperto potrebbe essere difficoltoso districarsi su strade piene di camion, auto o moto. Senza considerare la presenza di infrastrutture che intralciano il percorso in modo bizzarro!

  4. Dopo tutte queste considerazioni sembra quasi scontato che le persone siano bloccate dal terrore di avere incidenti, per cui decidono di lasciare la bici a casa per evitare di imbattersi in brutti episodi.

  5. Un altro fattore non da poco è la mancanza di strutture adeguate al ciclista: immaginate di arrivare a lavoro tutti sudati, non sarebbe opportuno avere uno spazio dove poter fare una doccia e cambiarsi? E poi siete sicuri di avere un parcheggio per le bici sotto la vostra azienda o nel condominio?

  6. Le paure spesso si trasformano in realtà e così tra i ciclisti dobbiamo considerare anche chi ha deciso di riporre il mezzo in garage in seguito ad incidenti più o meno gravi.

  7. Le condizioni delle strade spesso rendono il percorso impraticabile: buche, brecciolina e sassi mettono in pericolo l’incolumità del cittadino.

  8. La velocità rappresenta un altro fattore di rischio: se la bici è da sempre considerata un mezzo per tutti, non dobbiamo dimenticare che dopo una certa età l’andamento inizia a rallentare e questo potrebbe rappresentare un problema in relazione alla velocità media delle auto.

  9. Non tutti i Paesi sono attrezzati come l’Olanda, dove la bici fa da padrona per le strade e sui ponticelli. Pretendere di seguire un modello olandese in città non adeguatamente attrezzate potrebbe solo compromettere la viabilità.

  10. L’ultima motivazione ci fa un po’ sorridere, ma risulta altrettanto importante: la questione clima e morfologia del territorio. Pedalare sotto la pioggia o avventurarsi su un pendio collinare potrebbe non piacere a tutti e per chi ha la sventura di vivere in località simili, la bicicletta potrebbe rappresentare solo una lontana alternativa alla classica automobile. Ma allora chi vive a Copenhagen e Amsterdam e ha la pioggia tutto l’inverno (quando non c’è la neve), cosa dovrebbe dire?

E voi, perché non andate a lavoro in bici?

Forse ti potrebbe interessare anche:

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *