Cosa succede negli allevamenti intensivi: video da vedere

di Elle del 1 ottobre 2014

PETA ci racconta cosa succede negli allevamenti intensivi con il documentario Meet your Meat

Cosa si nasconde dietro alla scelta di un’alimentazione vegana? Spesso chi ha intrapreso questo percorso se lo sente domandare. Una delle più diffuse motivazioni (oltre a quella salutista, e a quella ambientalista) è di carattere etico e prende origine dall’enorme sofferenza che l’allevamento intensivo e la macellazione comporta in esseri capaci di provare e esprimere dolore.

Vi proponiamo per tanto un documentario della PETA dal suggestivo titolo ‘Meet your meat’ (letteralmente ‘Incontra la tua carne’): un impatto forte ma realistico per comprendere le ragioni della scelta vegan: ‘Ciò che state per vedere va oltre i vostri peggiori incubi, ma per gli animali allevati negli allevamenti intensivi e uccisi nei macelli è una realtà evitabile. Quando vedrete da soli la crudeltà che comporta allevari animali come cibo capirete perché milioni di persone compassionevoli hanno deciso di togliere gli animali dai loro piatti per sempre’. Un video che ricorda quell’inchiesta di Report che riproponemmo l’anno scorso.

Dopo questa opportuna premessa, il documentario inizia testimoniando la condizione delle galline, definite come gli animali più maltrattati sulla faccia del pianeta, stipati in gabbie luride a decine di migliaia tra i loro stessi escrementi e altri simili morti per stress o infarto. Alcuni esemplari, invece, muoiono di fame poiché non riescono a muoversi a causa di un peso aumentato eccessivamente (per via degli antibiotici) e non adeguatamente sostenuto dalla struttura ossea.

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Anche la produzione di uova non è esente da sofferenze per questi animali, costretti in gabbie piccolissime che impediscono perfino di allargare le ali e sottoposti al taglio del becco per evitare di uccidersi a vicenda a causa delle condizioni di vita pienamente in contrasto con le esigenze etologiche della specie.

Segue l’analisi delle condizione dei bovini sottoposti ad una prima tortura attraverso la castrazione, il taglio delle corna e la marchiatura, in tutto in assenza di anestesia.
Allevati all’ingrasso, gli animali sono stipati in camion per il trasporto verso il macello.
Alle mucche non va meglio visto che vengono impiegate come vere e proprie ‘macchine da latte’, attaccate alle apparecchiature più volte al giorno e a volte ferite da esse.

Come gli esemplari maschi, spesso arrivano zoppe nel luogo di macellazione.
Per la produzione di latte, inoltre, le mucche vengono ingravidate ogni anno mentre i vitelli sono sottratti precocemente alle madri e venduti ad allevatori.

Non va meglio ai maiali, confinati a box di dimensioni assolutamente inadeguate soprattutto per le scrofe gravide, che respiranno all’aria aperta solo per essere condotte alla morte.
Ai maialini vengono tagliate orecchie, estremità dei denti e code e castrati senza alcuna anestesia.
Come i polli, crescono troppo in fretta e gli arti non sono in grado di reggere il loro peso.

Allora, mettetevi alla prova e provate a guardare il video per ‘incontrare la vostra carne’:

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