PFTBA, il gas più pericoloso della CO2

di Marco Grilli del 7 febbraio 2014

Nell’atmosfera si nasconde una nuova pericolosa minaccia. I ricercatori del Dipartimento di Chimica dell’Università di Toronto hanno scoperto la presenza di un gas serra, denominato perflurotributilammina (PFTBA), addirittura 7.000 volte più potente dell’anidride carbonica (CO2) nell’azione di riscaldamento globale.

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In questo recente studio, pubblicato sul Geophysical Research Letters, si legge infatti che “calcolato su un arco di tempo di 100 anni, una singola molecola di PFTBA ha l’impatto climatico equivalente a 7.100 molecole di CO2, anche se è importante notare che la quantità di PFTBA nell’atmosfera è ancora in concentrazioni globali molto inferiori all’anidride carbonica”.

Per fortuna, quindi, la concentrazione di questo gas nell’aria è ad oggi molto bassa, pari a circa 0,18 parti per miliardo, contro le 400 parti per milione della CO2, che resta la nemica principale della salute del nostro clima. Non bisogna adagiarsi troppo, però, perché anche questa molecola appena rintracciata nell’atmosfera rischia di aggravare notevolmente l’effetto serra, se non adeguatamente controllata per evitarne una nociva proliferazione.

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Esistono degli inconvenienti che non ci fanno stare troppo tranquilli. Attualmente infatti non si conoscono sistemi per distruggere o rimuovere questa sostanza chimica dall’atmosfera, che ha anzi il potere di accumularsi e rimanere nelle parti basse per moltissimi anni, se non secoli, prima di dissiparsi naturalmente. La persistenza è quindi il vero problema di questo gas che, a differenza della CO2, risulta privo di nemici naturali.

Vi starete ora chiedendo da dove sia mai scappata questa sostanza chimica dal nome impronunciabile, che ha il potere irradiante più alto tra tutte le molecole presenti nell’atmosfera. Ebbene, la PFTBA è stata impiegata per usi industriali sin dalla metà del secolo scorso, come agente di trasferimento del calore in alcuni liquidi e per la produzione di apparecchi elettrici, transistor, condensatori ecc. Come al solito, tutti i danni partono sempre dall’uomo!

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Mentre sono stati annunciati nuovi studi per capire meglio l’impatto e la concentrazione in atmosfera di questo gas, in conclusione al loro lavoro i ricercatori canadesi hanno lanciato preoccupanti interrogativi sulla quantità di PFTPA effettivamente utilizzata nei processi industriali, nonché sull’eventuale presenza in atmosfera di altri gas pericolosi, ancora sconosciuti.

Domande che speriamo trovino presto una risposta confortante.

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