6 piante che richiedono poca luce

di Erika Facciolla del 1 dicembre 2014

Ecco 6 varietà di piante che richiedono poca luce, che potrete far crescere in casa senza grossi sforzi.

Non tutti, purtroppo, dispongono di un pezzetto di terra, un davanzale o un balcone assolato in cui coltivare le piante e i fiori preferiti perché vivono in ambienti poco luminosi dove far crescere anche una semplice piantina può diventare un’impresa davvero impossibile.

Eppure, selezionando le varietà giuste e osservando alcune regole fondamentali, è possibile coltivare con successo almeno 6 tipi di piante che richiedono poca luce solare. Vediamo insieme quali sono e alcuni consigli utili per farle crescere forti e rigogliose.

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1] Zamia

E’ forse una delle piante più longeve, resistenti e tenaci tra le piante da vaso (o in piena terra) che possono essere coltivate anche in appartamento. Si caratterizza per i fusti forti e vigorosi, da un fogliame di forma asimmetrica carnoso, lucido ed esteticamente gradevole. I fiori assomigliano alle ‘calle’ e sbocciano anche in assenza di sole diretto e in luoghi ombreggiati.

Durante il periodo di crescita e in estate, la zamia deve essere abbondantemente annaffiata; in tutti gli altri periodi dell’anno l’annaffiatura deve limitarsi alla quantità giusta per non far seccare il terriccio per evitare ristagni idrici. La zamia non deve essere potata: limitate ad asportare le foglie secche o danneggiate per evitare che diventino veicolo di malattie.

zamia

La zamia appartiene alla famiglia delle zamiaceae che raggruppa circa 35 specie simili alla palma, ed è una delle piante più antiche del pianeta.

2] Filodendro

Regala grandi soddisfazioni anche con poca luce…  forse anche troppo grandi! Se lasciato crescere liberamente può raggiungere dimensioni notevoli sia in larghezza che in lunghezza. Per questo motivo viene spesso utilizzata come pianta rampicante o vicino ad altre su cui tende a crescere utilizzandole come supporto (da qui il soprannome di ‘amica degli alberi’). La sua principale caratteristica consiste nelle foglie grandi, lucide e dalla consistenza cuoiosa.

Le radici sono aeree e l’infiorescenza giallo-biancastra è simile a una calla. Il filodendro deve essere posizionato lontano da fonti di calore e irrigato spesso sopratutto nel periodo estivo. Le foglie devono essere periodicamente pulite con uno straccio umido e morbido dalla polvere che tende ad accumularsi sulla loro superficie.

filodendro

Ecco la Monstera, meglio nota come filodendro, una delle piante più diffuse nei nostri appartamenti. Appartiene alla famiglia delle Araceae ed è originaria delle foreste tropicali

3] Hedera Helix

E’ la varietà di edera più comune e diffusa in Europa anche se è originaria del sud-est asiatico. Caratterizzata da un bel fogliame fitto di colore verde scuro, l’edera cresce bene anche nei luoghi che godono di poca illuminazione naturale e in penombra. In natura raggiunge anche i 30 metri d’altezza e la si trova facilmente abbarbicata ad alberi, tronchi, rocce e ruderi. In casa, l’edera ha bisogno di essere rinvasata ogni due o tre anni per seguire la crescita rapida con vasi di dimensione idonea. La potatura deve avvenire all’inizio della primavera, sia per contenere la crescita che per dare una forma alla pianta. Le bacche dell’edera sono velenose per l’uomo ma non per gli uccelli.

hedera

L’hedera helix appartiene alla famiglia delle araliaceae. Studi effettuati dalla NASA dimostrano che è in grado di captare e neutralizzare il 90% del benzene e oltre il 10% del tricloroetilene presente nell’atmosfera, il ché fa dell’ edera una pianta preziosisima per depurare l’aria di casa

4] Ficus (ficus benjamina)

La star per antonomasia tra le piante da appartamento. Per crescere forte e rigoglioso non chiede tanta luce, ma un bel vaso capiente con un bel fondo di argilla espansa poichè predilige i terreni ben drenati e tollera bene anche gli ambienti secchi. Se possibile, d’estate sarebbe opportuno trasferire la pianta all’aperto e garantire un’innaffiatura abbondante due volte a settimana.

Il ficus teme i ristagni d’acqua e ha bisogno di potature frequenti per modellare la chioma tendenzialmente disordinata. Ricordate di non tagliare mai le radici aeree e di sorreggere sempre il fusto con dei tutori, meglio se in bambù.

ficus benjamina

Il ficus benjamina appartiene alla famiglia delle moracee, la maggior parte utilizzate come piante ornamentali, diffuse in tutti i continenti ma originarie dell’Asia e dell’Africa, e può raggiungere dimensioni colossali.

5] Aspidistra

Una pianta ornamentale perfetta per essere coltivata in casa, anche in assenza di luce naturale. La sua prerogativa, infatti, è di riuscire a crescere e fiorire in ambienti in cui altre piante non riuscirebbero. La aspidistra può vivere per anni e anni senza ricevere particolari cure, ha foglie verdi lunghe anche 70 cm e fiori rosso scuro che si formano ad altezza del terreno e sbocciano a metà estate.

Questa pianta non ha bisogno di potature, ma solo di essere ripulita dal fogliame marcio o secco. Necessita di abbondanti annaffiature e, sopratutto d’estate, di frequenti vaporizzazioni sul fogliame per evitare che ingiallisca.

aspidistra

Il nome aspidistra deriva dal greco aspidos (scudo) che allude alla forma dello stigma. La pianta è conosciuta grazie al libro di Orwell ‘Fiorirà l’aspidistra’.

6] Chamaedorea

Tra le piante che richiedono poca luce, c’è anche la Chamaedorea. Appartiene alla famiglia delle palme ed è originaria dell’America Centrale e Meridionale. I fusti sottili e aggraziati si estendono con fronde che seccando e staccandosi lasciano vistose cicatrici sul tronco. A seconda della specie, la chamaedorea  produce piccole infiorescenze di colore giallino, rosato o crema. La pianta resiste bene a qualsiasi tipo di clima e temperatura anche se predilige quelle intorno ai 18°.

Non ama la luce diretta del sole che tende a ingiallire le foglie, le correnti d’aria fredde e non tollera i ristagni d’acqua che è bene evitare appoggiando il vaso su dell’argilla espansa che mantenga il terreno sempre be drenato e asciutto.

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Il nome chamaedorea deriva dal greco chamai (nano) e dory (albero o fusto d’albero). Anche se è una pianta ornamentale abbastanza forte e non necessita di cure particolari, è bene porre attenzione agli acari e ai ristagni d’acqua che possono causare marciumi radicali molto dannosi.

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