Pino mugo: proprietà, benefici e utilizzi in cucina

di Erika Facciolla del 10 febbraio 2016

Il pino mugo è noto da tempo immemorabile per le sue proprietà benefiche: noto anche come pino nano, possiede infatti proprietà espettoranti e antinfiammatorie che ne fanno una tra le più apprezzate piante officinali.

Pino Mugo: questa conifera si sviluppa prevalentemente sotto forma di cespuglio sempreverde e gli oli contenuti nei suoi rametti ne fanno una delle piante officinali più preziose, nonché varietà vegetale protetta dalla legge.

Il pino mugo (Pinus mugo) è un arbusto spontaneo particolarmente diffuso sulle zone montuose dell’Europa centrale, da noi presente in particolare nelle Alpi, dove cresce nella fascia tra i 1.500 e 2.600 metri, caratteristica che ne fa una delle poche piante in grado di crescere in alta montagna, insieme a piante come il larice o il faggio. Amante della luce e delle basse temperature, costituisce una delle barriere più efficaci contro scivolamenti, slavine e frane dei terreni sui costoni rocciosi più inclinati.

Il suo aspetto è difficilmente confondibile: si tratta del più piccolo tra i pini presenti in Italia (da qui il nome di pino nano), è assai cespuglioso, con diversi rametti che si incurvano verso l’alto, caratteristica che lo rende simile ad un candelabro.

Pino mugo proprietà

Le gemme e i germogli di pino mugo sono molto utilizzati in fitoterapia e cosmesi naturale per via dell’alta concentrazione di oli aromatici e speziati che si trovano al suo interno. Per le loro proprietà espettoranti e antinfiammatorie,  tali oli possono essere utilizzati sia per via aerea (inalazioni) per liberare bronchi e polmoni dal catarro, sia diluiti nel bagno caldo per godere dell’azione balsamica, sia frizionati sul corpo per combattere dolori articolari e reumatismi. Spesso l’olio di pino mugo viene addizionato in emulsione a quello di mandorla o di oliva fino ad ottenere un composto profumatissimo e benefico in grado di alleviare contratture, distorsioni, affaticamenti muscolari e contusioni.

Per il suo gradevole aroma, l‘essenza di pino mugo è utilizzata in diverse formulazioni e profumazioni per ambiente: rilassante e gradevole come una ventata di fresco profumo di bosco, è l’ideale per ritemprarsi dopo una giornata stressante e ritrovare il giusto equilibrio tra psiche e corpo.

FOCUS: I migliori oli essenziali per la salute: quali sono?

Pino mugo in cucina

Volete una bella ricetta che preveda l’utilizzo di questo ingrediente? Eccola qui! Con il pino mugo si preparano grappe, oli e sciroppi ed è proprio la ricetta di uno sciroppo di pino mugo che vedremo.
Durante le vostre passeggiate ad alta quota, ricordate che potreste approfittarne per raccogliere qualche pigna di pino mugo (ricordate sempre che la specie è protetta quindi non strappate germogli, gemme o ramoscelli) che vi torneranno utili per preparare un ottimo sciroppo naturale, un vero e proprio toccasana per combattere mal di gola e tosse durante i mesi invernali.

Per riuscirci vi basteranno:

  • 1 manciata di pigne
  • zucchero

Preparazione. Mettete le pigne in un barattolo e unitevi lo zucchero fino a riempire quasi completamente. Chiudete bene con tappo ermetico e riponete il contenitore in un luogo ben soleggiato per alcuni giorni. Quando lo zucchero si sarà sciolto completamente, travasate in un altro barattolo l’olio così ottenuto aiutandovi con un colino. Il vostro buonissimo sciroppo è pronto per essere utilizzato!

pino mugo

Una bella immagine del pino mugo, noto anche come pino nano.

La curiosità: le storie e le leggende che hanno per oggetto il pino mugo sono diverse, eccone una particolarmente interessante. Vista la straordinaria resistenza alle intemperie, fin dall’antichità i montanari erano convinti che il pino mugo custodisse un principio magico, una forza straordinaria che provarono ad estrarre distillando l’olio essenziale contenuto nel suo legno. Un’antica leggenda altoatesina narra le vicende di Trehs, una strega della Val Sarentina, esperta di proprietà magiche delle piante. Durante la notte delle streghe,  Trehs gettava nel fuoco i rami di pino mugo per sprigionare energia e liberare gli spiriti e ne utilizzava l’olio in prodigiosi unguenti con cui curava i mali dei contadini.

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Infine, se ti interessa il pino mugo ma anche la fitoterapia, ecco anche dei libri che potrebbero piacerti:

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