Polenta e osei, come a perderci sono i pettirossi

di Erika Facciolla del 29 dicembre 2013

Cosa c’è di male nel gustarsi un bel piatto di ‘polenta’? Nulla, a patto che non ci sia aggiungano gli ‘osei’ crudelmente cucinati allo spiedo come vuole la ricetta della tradizione veneta. Pettirossi, tordi, cince, codirossi, passere scopaiole, beccacce, allodole, fringuelli, scriccioli e altri piccoli passeriformi protetti, sono spesso oggetto di attività di bracconaggio degli ‘uccellatori‘.

Ne sanno qualcosa i nuclei specializzati della Guardia Forestale ed i volontari delle associazioni animaliste che ogni giorno presidiano le vallate alpine per combattere il fenomeno e per prestare soccorso ai tanti uccellini feriti da questi cacciatori. E tutto questo per un piatto di ‘polenta e osei’ tanto amato nelle provincie bergamasche e bresciane dove, guarda caso, si concentra la maggiore attività di bracconaggio di piccoli uccelli dell’intera Europa.

LEGGI ANCHE: Con il freddo anche gli uccellini vanno aiutati, bastano pochi gesti

Tra le specie  più ricercate dagli appassionati di ‘polenta e osei’ ci sono i pettirossi che in autunno  si spostano a Sud in cerca di climi tiepidi, oltrepassando le valli alpine, come la Val Trompia, la Val Sabbia e la Val Camonica. Ed è proprio in questi luoghi che ogni anno – tra settembre e dicembre – si ripete il triste rituale in cui creature piccole e indifese vengono uccise per puro diletto.

Le trappole per catturare gli uccellini sono di varia tipologia e quasi sempre illegali. Le più utilizzate sono le reti stese tra gli alberi. Una volta catturati, i bracconieri schiacciano la testa degli uccelli con le dita. Ma ci sono strumenti ancora più crudeli come le trappole ad archetto, poste su appositi supporti appoggiati ai rami degli alberi, su cui gli uccelli vanno a posarsi attirati da bacche o altre piccole esche (preziosissime durante la stagione autunnale).

LO SAPEVI CHE… Diminuisce sempre più la presenza degli uccelli nelle campagne

È importante sapere che tutto questo costituisce reato poiché la maggior parte di queste specie sono protette dalla legge. Inoltre le armi utilizzate per il bracconaggio sono improprie e non approvate.

Tutti i golosi di ‘polenta e osei’ che in questo periodo dell’anno si dilettano ad improvvisarsi ‘cacciatori’ per arricchire i propri banchetti, sappiano che questo ‘passatempo’ è considerato a tutti gli effetti bracconaggio e furto aggravato ai danni dello Stato (Codice Penale, art. 624-625).

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *