Il Politecnico di Milano progetta la bici elettrica senza ricarica

di Claudio Riccardi del 30 marzo 2013

Due modi nuovi di intendere l’utilizzo della bicicletta. Ha registrato particolare interesse, alla rassegna  “Fà la cosa giusta” ospitato nei giorni scorsi presso i padiglioni di Rho-Fiera, l’esposizione dei prototipi firmati E-novia, spinoff del Politecnico di Milano.

Il team di ricerca del Dipartimento di elettronica e informazione, guidato dal professor Sergio Matteo Savaresi, ha dato forma a Bike +, la prima bicicletta elettrica a pedalata assistita. Una due ruote apparentemente normale, che sul parafango posteriore ospita una sottile batteria. Essa provvede ad accumulare l’energia elettrica prodotta dalla forza esercitata sui pedali, ed a rilasciarla nelle situazioni di percorrenza più impegnative, per esempio nei tratti di salita.

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La fatica si riduce e, a parità di sforzo, si viaggia anche il 30-40% in più. Il mezzo si definisce a “bilancio energetico chiuso”, mantiene costante la velocità e demanda la propria gestione ad un’applicazione per smartphone, con il device che si può comodamente posizionare sopra il manubrio, e la centralina della bici che via bluetooth risponde ai parametri impostati.

Senza, l’altro concept esposto alla Fiera nazionale del consumo critico, estremizza il concetto. In questo caso non c’è più traccia della catena, ma sono rimasti i pedali, che servono esclusivamente a ricaricare la batteria. L’ energia prodotta viene controllata e calibrata sempre da uno smartphone, che interagisce con la centralina integrata nel telaio. E’ il ciclista che decide il comportamento della propria “Senza”, e a seconda della energia che il ciclista decidere di mettere spingendo i pedali la batteria può scaricarsi, ricaricarsi, o rimanere invariata.

Due progetti estremamente interessanti, che il team del Politecnico auspica possano attirare la fiducia di investitori e gruppi industriali. Bike + e Senza aprono scenari interessanti per il bike-sharing e la mobilità cittadina del domani.

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