L’utilizzo di una pompa di calore geotermica permette di sfruttare il suolo come un vero e proprio “serbatoio termico” con il quale scambiare calore durante l’arco dell’anno. Il principio è quello della Geotermia a Bassa Entalpia di cui vi pubblichiamo di seguito un breve riassunto della definizione data nel libro ”Climatizzazione di edifici con pompe di calore geotermiche” di Marcello Macrì.
“L’energia geotermica è quella particolare forma di energia della Terra dovuta al calore immagazzinato all’interno della crosta. Tale calore è presente in quantità enorme e pressoché inesauribile.
In assenza di particolari anomalie geotermiche nei sottosuoli (geotermia ad alta entalpia), esiste la possibilità di uno sfruttamento del sottosuolo per fini energetici, come serbatoio termico dal quale estrarre calore durante la stagione invernale ed al quale cederne durante la stagione estiva (geotermia a bassa entalpia).
Tra gli impieghi principali della geotermia a bassa entalpia vi è la climatizzazione di ambienti (residenziali, industriali, pubblici, ecc.); gli impianti, sono costituiti da una pompe di calore, accoppiate a scambiatori termici detti “sonde geotermiche”, ovvero tubazioni inserite nel terreno e percorse da un fluido termovettore.”
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