Primi test con sensori che trovano le perdite d’acqua delle condutture

di Luca Scialò del 25 febbraio 2013

In Italia, a causa dell’inefficienza della rete idrica, si perde il 50% di acqua. Una cifra vergognosa che nelle regioni meridionali è anche molto più alta. Ma c’è chi ha pensato al modo di captare le perdite dagli acquedotti.

Hera ha recentemente installato a Riolo Terme (in provincia di Ravenna) un dispositivo composto da idrofoni integrati all’interno degli idranti interrati in strada, in grado di rilevare le perdite attraverso le anomalie nella propagazione delle onde sonore mediante la rete idrica stessa.

Come? Il dispositivo ascolta le vibrazioni provocate dalla fuoriuscita d’acqua in presenza di una fuga.

Se il sistema individua un’anomalia sulla rete, trasmette un segnale all’unità di controllo e programmazione comunale. Da qui i dati vengono trasferiti a un sistema di telecontrollo che mette in atto le verifiche e le azioni necessarie al rientro dell’anomalia.

Ogni idrofono individua perdite fino a 500–600 metri di distanza. Con l’installazione di tredici sensori, Hera coprirà una rete distributiva che a Riolo Terme misura diversi chilometri.

L’invenzione è ancora in fase sperimentale. Ma se in quel di Riolo darà esito positivo, potrebbe essere applicata a molte altre aree italiane, specie quelle meridionali dove le perdite idriche sono scandalose. Anche in considerazione delle bollette che i cittadini si ritrovano a pagare ogni anno.

Un’inefficienza che mostra anche il fallimento dell’istituzione delle società “in house” che gestiscono il servizio idrico.

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