Back to natural: come le multinazionali del cibo lanciano nuovi prodotti fintamente fatti a mano

di Nadia Fusar Poli del 18 luglio 2013

Se il fast food e le merendine confezionate sono ancora tra i cibi più amati sembra che un numero crescente di consumatori stia sempre più spesso storcendo il naso di fronte a ciò che appare troppo elaborato o artificiale. La moda del mangiar sano e naturale è una tendenza ormai diffusa, divenuta quasi un diktat. Lo sanno bene le aziende e le multinazionali alimentari.

Pasti cucinati in casa – fatti a mano o che, almeno apparentemente, hanno un aspetto rustico e casalingo – sono percepiti come più salutari e genuini. E quindi sono più apprezzati. L’industria del cibo si sta muovendo esattamente in questa direzione, cercando di ottenere prodotti all’apparenza non standardizzati, che non sembrino frutto di un processo industriale e che, piuttosto, ricordino i piatti e le preparazioni della nonna.

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Non c’è modo di quantificare esattamente i produttori di cibo che stanno investendo per dare ai propri prodotti una nuova veste, più ‘naturale e fresca’. Senza dubbio, questa strategia è vista come necessaria per assicurasi una crescita costante e seguire il trend del ‘fatto a mano’ e naturale.

In molti casi però, le aziende non stanno facendo altro che ritoccare prodotti puramente industriali, modificando forme o colori, solo per ottenere l’aspetto del ‘fatto a casa’ ma senza abbinarlo ad un amigliore qualità. Si è infatti capito che il pubblico cerca la genuinità della buona tavola, ma, soprattutto, ha bisogno di ritrovare quella rassicurante sensazione di sentirsi a casa, anche attraverso un’esperienza visiva.

Secondo alcuni esperti, la nuova immagine dei prodotti rischia di generare confusione su ciò che è effettivamente naturale e su ciò che non lo è. L’industria alimentare mina la nostra salute attraverso segnali visivi ingannevoli?

Ecco alcuni esempi di prodotti modificati.
Da McDonald’s i bianchi d’uovo per il nuovo panino destinato alla colazione, e chiamato Egg White Delight McMuffin, presentano una forma irregolare (l’albume appare quasi sciolto), invece che perfettamente rotonda, come nell’ Egg McMuffin originale.Kraft Foods, altro colosso dell’industria alimentare, ha speso più di due anni nello sviluppo di un processo per rendere irregolari e più spesse le fette di tacchino, dando l’idea che si trattasse di fette tagliate in casa, piuttosto che di porzioni affettate in modo meccanico.
E, ancora, i dipendenti della catena americana di pizza Domino’s sembra non dovranno più preoccuparsi di stendere la pasta in modo da ottenere rettangoli perfetti: l’irregolarità della forma conferirebbe un aspetto più rustico e aiuterebbe la vendita.I dirigenti di Hillshire Brands Co., che produce hot dog, lunch meat e salsicce, sono convinti che sempre più persone scelgano e prediligano alimenti dall’aspetto naturale e per questo ha pensato di rendere più scuri i bordi della carne, utilizzando del colorante al caramello per dare l’impressione che il tacchino sia stato tagliato da un arrosto appena sfornato.
LEGGI ANCHE: Quando il cibo è genuino anche l’umore è buonoE la stessa Coca-cola ha appena lanciato in Argentina una bottiglietta con il tappo e l’etichetta verde a testimonianza di un prodotto ‘sano’ per quanto riguarda la scelta del dolcificante, perché ricavato dalla stevia.

E’ davvero necessario ricorrere a questi stratagemmi per vendere di più? Quanto ci lasciamo condizionare (o ingannare) da ciò che l‘industria alimentare ci propone? Il vero aspetto da controllare prima dell’acquisto del nostro cibo è se si faccia ricorso all’uso di materie prime veramente naturali, biologiche e genuine.

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