Produrre acqua dall’umido dell’aria, ci prova un’azienda svizzera

by Marco Grilli on 17 aprile 2016

Il mancato accesso all’acqua potabile costituisce un’emergenza a livello mondiale, che invita la scienza a studiare soluzioni per risolvere questo problema di estrema gravità. Molte aziende stanno escogitando sistemi per ottenere la risorsa idrica nei modi più impensati: tra queste vi è Seas (Societé de l’Eau Aerienne Suisse), una start-up svizzera che ha progettato Awa Modula (ovvero air to water to air), un sistema per ottenere acqua potabile di alta qualità a partire dall’umidità atmosferica, a basso o nullo impatto ambientale.

Oggi nel Mondo ci sono ben 880mila persone che non hanno accesso diretto alla risorsa idrica, mentre 3,4 milioni muoiono ogni anno per la mancanza per aver bevuto acqua non potabile e per le malattie correlate. Se pensiamo che l’85% della popolazione mondiale vive in zone aride e che la domanda di acqua potabile è destinata a crescere (dai 4.500 Km3 del 2010 ai 6.350 previsti nel 2030), possiamo capire quanto la situazione sia allarmante. Altri problemi aggravano la situazione, l’inquinamento, l’eccessivo sfruttamento, il deterioramento delle infrastrutture e il cambiamento climatico.

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Non a caso l’acqua potabile in bottiglia è oggi definita oro blu, visto che il suo costo è sempre più elevato e il mercato cresce del 10,7% l’anno.

Il sistema messo a punto da Seas si pone l’obiettivo di contribuire a risolvere queste problematiche, poiché riesce a produrre ovunque acqua potabile di alta qualità, senza alcun danno per l’ecosistema in cui opera e nel massimo rispetto dell’ambiente.

Si parte da un presupposto: l’energia è necessaria per produrre acqua, l’acqua è necessaria per produrre energia, ma la produzione di energia e acqua comporta un elevato impatto ambientale. La soluzione per ottenere laddove serve una riserva inesauribile di acqua potabile è data dal sistema Air to water. Si tratta di un’unità che garantisce la massima efficienza energetica e la riduzione dell’inquinamento, senza ricorrere a trasporti e a costose infrastrutture e manutenzioni.

Produrre acqua dall'umido dell'aria, ci prova un'azienda svizzera

Produrre acqua dall’umido dell’aria, ci prova un’azienda svizzera

Sviluppati da Seas con propri brevetti, riescono a produrre acqua di alta qualità dall’aria, catturando e trasformando l’umidità atmosferica con un approccio decisamente ecologico. Possono infatti operare ovunque ed essere alimentati da celle solari, energia eolica o qualsiasi altra fonte rinnovabile, producendo anche una grande quantità di energia termica (acqua e aria fredda da 8.000 a 32.000 m3/h e calda da 2.000 a 8.000 l/h), riutilizzabile per altri scopi, così da azzerare i costi operativi. In pratica, l’energia impiegata nel processo di estrazione non viene dispersa ma può essere utilizzata per raffrescare o riscaldare gli ambienti o per produrre acqua calda.

Awa Modula permette di produrre da 2.500 a 10mila litri di acqua al giorno, fornendo anche un impianto di imbottigliamento, stoccaggio e distribuzione acqua.

Il vapore umido dell’aria subisce un processo di condensazione e si trasforma in acqua distillata, che a sua volta viene filtrata, sottoposta a un trattamento a raggi ultravioletti per eliminare i batteri e successivamente rimineralizzata, al fine di produrre un’acqua di alta qualità, pH di 7, pari a quello delle più comuni acque minerali in commercio.

L’igienizzazione dell’acqua è più sicura e meno inquinante rispetto a quella derivata dalle tecnologie ad osmosi inversa (desalinizzazione, depurazione o trattamento delle acque reflue), poiché non rilascia impurità nell’ecosistema e garantisce una fonte illimitata e inesauribile di acqua potabile. Questo ne fa uno strumento utile in caso di disastri ambientali, poiché l’aria si pulisce completamente in pochi giorni, rispetto ai secoli che servono per bonificare la terra da agenti inquinanti.

Facciamo un esempio. In una condizione di 30° e 70% di umidità, Awa Modula riesce a catturare ben il 60% dell’acqua presente nell’aria, con un risparmio di energia del 25%, calcolato in circa 65 kW per ogni ora di funzionamento. Questi sistemi sono già stati sperimentati su grandi numeri e possono essere utilizzati un po’ ovunque, in hotel, ospedali, serre agricole, fin nei villaggi sperduti di un Paese subsahariano. Non producono infatti solo acqua potabile arricchita di sali minerali destinata al consumo umano, ma anche acqua per uso agricolo o acqua distillata per utilizzo alimentare, ospedaliero, farmaceutico e industriale.

Seas è già arrivata in America Latina (Messico, Perù), nelle isole caraibiche, in Africa Settentrionale, in Sudafrica, in Libano e negli Emirati Arabi, per portare questa preziosa risorsa vitale nelle aree dove vi sono carenze idriche o l’accesso non è garantito, e per aiutare le popolazioni più sfortunate. Alla realizzazione del progetto Awa Mobile ha partecipato anche l’Università di Pavia. Un pizzico d’Italia, in un ritrovato che promette di fornire un aiuto “green” per la produzione di acqua potabile, in un mondo sempre più assetato.

Immagine via shutterstock.

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