Un progetto italiano per insegnare anche nelle Maldive i vantaggi delle rinnovabili

di Luca Scialò del 19 aprile 2013

Maria Angelica Cajiao e Andrea Di Pietro sono due antropologi protagonisti del progetto pilota dell’Università Bicocca e della Caritas Italiana, per un costo complessivo 210 mila euro, che prevede l’installazione di una serie di pannelli solari per alleggerire in modo significativo la dipendenza da fonti energetiche tradizionali, oltre alla diffusione capillare di lampadine a basso consumo e a corsi di informazione sulla sostenibilità.

Luogo particolare quello destinato a questa iniziative: le Maldive.

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Cosa ha spinto l’ideazione di questa iniziativa? Due aspetti in particolare: il primo, che a Faafu si bruciano intorno ai 100-200 litri di diesel al giorno per far andare avanti l’isola e la situazione è simile sugli altri atolli. Dunque serve un’energia alternativa.

Il secondo, che le Maldive si innalzano per meno di un metro sulla superficie del mare e sono tra gli arcipelaghi a maggior rischio per gli effetti del global warming. Pertanto occorre correre ai ripari partendo proprio dai territori maggiormente esposti a questo rischio.

La parte tecnico-ingegneristica è affidata a un’impresa locale. Andrea e Maria Angelica si occupano della parte cultural-educativa.

Hanno così organizzato un workshop di video-making con gli studenti della scuola di Maghodoo, dove si insegnano loro i vantaggi delle rinnovabili.

Meglio ripartire dalle nuove generazioni. Quelle precedenti, ormai, forse sono irrecuperabili.

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