Proposta: la carta d’identità per indicare eco-sostenibilità e risparmio energetico degli edifici

di Luca Scialò del 10 gennaio 2013

Alla Fiera di Milano-Rho è stata lanciata una proposta per valutare la sostenibilità e la qualità dell’immobile di riferimento: dotare i palazzi di una «Carta d’identità degli edifici» – in acronimo Cie – che contenga tutte le informazioni utili. «Il Consiglio superiore dei lavori pubblici aprirà un tavolo interministeriale per dare il via a uno studio sulla Cei», dichiara Andrea Negri, presidente di Made Expo e vice presidente di Federcostruzioni.

Avere un edificio virtuoso dal punto di vista energetico ha un ritorno immediato: la bolletta più leggera.

Ma in futuro potrebbe anche avere un ulteriore vantaggio. «Una proposta è quella di considerare la sostenibilità dell’edificio come un parametro per ridefinire le rendite catastali», afferma Negri.

Che cosa significa? Un palazzo che dimostra di risparmiare energia, potrebbe avere un valore fiscale più basso, con una riduzione dell’Imu e delle altre imposte immobiliari.

In realtà tale provvedimento ci è imposto anche dall’Ue, mediante “l’accordo 20 20 20”, il «pacchetto» clima-energia, che ci impone di ridurre le emissioni di CO2 e di portare al 20% il risparmio energetico entro i prossimi otto anni.

Una bella sfida, considerando anche il quadro italiano, fortemente deficitario da questo punto di vista.

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