Le proprietà del latte di capra

di Erika Facciolla del 14 ottobre 2014

Chi ha assaggiato il latte di capra almeno una volta nella vita alzi la mano; difficile trovare molte risposte positive ad un simile appello dal momento che negli ultimi anni il latte di capra sembra essere scomparso dai banchi dei supermercati italiani dove troneggia il molto più convenzionale latte di mucca (nelle versioni intero, scremato, parzialmente scremato, ecc) ed i suoi tanti derivati, eppure le proprietà del latte di capra sono tali da farlo diventare una valida alternativa a quello vaccino, addirittura migliore sotto alcuni aspetti nutrizionali.

Fresco o trasformato in formaggio, questo latte è molto adatto all’alimentazione umana, sia per il contenuto lipidico facilmente digeribile a livello intestinale, sia per le proprietà benefiche che lo caratterizzano. Può essere sostituito al latte vaccino da tutti coloro intolleranti al lattosio e ha un alto contenuto di aminoacidi solforati, lattoferrina, oligosaccaridi e vitamine. In virtù di questi componenti, i benefici derivanti dal consumo di latte di capra sono diversi: è in sintesi un potente antiossidante e antinfiammatorio naturale e garantisce una buona attività probiotica a livello intestinale.

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Grazie al più elevato contenuto di acidi grassi a media e corta catena, il latte di capra è più digeribile di quello di mucca e molto più saporito, anche se il suo sapore è così particolare da non incontrare il gusto di tutti. Oltre ad essere assorbito direttamente dall’intestino senza seguire la via metabolica, il latte di capra non ha potere aterogeno, dunque non ha effetti negativi sul tasso di colesterolo presente nel sangue.

Fatta una sola eccezione per la vitamina B12 (decisamente più presente nel latte vaccino), dal punto di vista nutrizionale il latte di capra non ha nulla da invidiare al suo concorrente, sia per apporto vitaminico, energetico, che di calcio, fosforo, potassio e riboflavina.

Anche a livello economico, inoltre, i presupposti per dare impulso agli allevamenti di capra sono molti. In Francia i prodotti derivati dal latte di capra sono molto apprezzati così come in altri paesi extraeuropei, dove le quote di export potrebbero rappresentare delle nicchie di mercato interessanti. Proprio in Francia il 32% dei formaggi DOP è di origine caprina.

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Inoltre, la capra è un animale che si adatta a zone impervie e aree geografiche disagiate che potrebbero essere ‘sfruttate’ in maniera razionale e riconvertite a un’attività economica in grado di recuperare aree rurali degradate.

Nel nostro paese sono molte le zone che potrebbero essere trasformate in allevamenti di capre: non mancano di certo il know-how o la tradizione e le opportunità economiche sembrano davvero interessanti, senza contare che gli allevamenti di mucche rappresentano un fattore di inquinamento ambientale non indifferente perché responsabili della produzione del 74%  di gas serra (contro il 4% delle capre) liberati nell’atmosfera.

Perchè, dunque, non concedere una chance alle caprette?

Immagine via Shutterstock

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