Proprietà e benefici dell’alchechengi

di Erika Facciolla del 6 ottobre 2014

L’autunno è il mese in cui la natura si tinge di colori caldi e sulle piante maturano piccoli frutti, bacche e semi racchiusi in involucri dalle forme a volte davvero bizzarre e curiose. È il caso dell’alchechengi (o alkekengi, nome scientifico Physalis alkekengi.), pianta erbacea perenne di origine orientale appartenente alla famiglia delle Solanaceae facilmente riconoscibile per i suoi frutti autunnali dal colore arancio vivo che maturano sulla pianta protetti da un involucro di consistenza cartacea al tatto la cui forma ricorda una piccola lanterna. In effetti, l’alchechengi, è meglio conosciuto con il nome di ‘lanterna cinese’, proprio in virtù della su inconfondibile aspetto. Facile da coltivare anche in vaso e resistente anche al freddo più intenso, l’alchechengi non è semplicemente una pianta ornamentale perfetta per decorare, rallegrare davanzali, balconi e giardini, ma è anche un prezioso alleato per la salute e ci regala frutti dal sapore gustoso e lievemente agrumato che si prestano a svariate ricette.

La storia
Fin da tempi lontanissimi la medicina popolare utilizzava questa pianta come infuso o tintura per uso interno come diuretico, antiurico e depurativo naturale. Il primo a descrivere le caratteristiche e le proprietà dell’alchechengi fu Linneo, il padre della moderna classificazione biologica e scientifica degli organismi viventi. Nel dicembre 2010 il Ministero della Salute, attraverso una specifica direttiva, ha inserito ufficialmente il frutto di questa pianta e i suoi estratti vegetali nella lista degli integratori alimentari.

Le proprietà
Per via delle spiccate proprietà e benefici dell’alchechengi è una pianta officinale molto usata in erboristeria. Esercita infatti un’azione diuretica, depurativa, lassativa, antireumatica e tonificante. In fitoterapia si utilizzano principalmente le bacche per il trattamento di gotta, calcoli e ritenzione urinaria.
La pianta è ricca di mucillagini, tannini, carotenoidi, flavonoidi, acido ascorbico e principi amari, ma va sottolineata la presenza di alcaloidi (più concentrati nelle foglie e negli steli) potenzialmente tossici. Pertanto, l’assunzione degli estratti di alchechengi deve essere condotta sotto stretto controllo medico (o dell’erborista di fiducia), a cicli brevi e non abbinata a preparati e farmaci diuretici di diversa composizione. Per l’elevata concentrazione di vitamina C (presente in quantità doppia rispetto a quella contenuta nel limone) il frutto di alchechengi è considerato un potente antiossidante naturale.

alchechengi

Proprietà e benefici dell’alchechengi

La ricetta
I frutti dell’alchechengi possono essere raccolti solo a completa maturazione, tra agosto e settembre, privandoli del calice (ormai schiuso) e del peduncolo. I frutti freschi, benché saporiti e ricchi di vitamina C, devono essere consumati con moderazione.

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Un modo per renderli particolarmente gustosi e trasformarli in un coloratissimo dessert è intingerli in una fonduta di cioccolato per farne dei bon bon. Sempre dai frutti freschi è possibile ottenere un’ottima marmellata. I frutti secchi, invece, sono indicati per preparare decotti, tisane e infusi.

Immagine via Shutterstock

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Domenico maggio 11, 2016 alle 9:19 pm

Salve come posso fare per capire se sto acquistando alkekengi di qualità?

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