Provocazioni green. Il paese che vuole strade strette per impedire l’accesso alle auto!

di Alessia il 21 febbraio 2012

Quante volte abbiamo dovuto fare dietro front con la macchina perché una strada era stata chiusa al traffico e resa zona pedonale? Per non parlare di quei centri storici come i caruggi di Genova con quelle viuzze così strette ed in salita, perché concepite quande le auto non esistevano ancora. Immaginate però che un villaggio moderno decida a bella posta di creare strade che non consentano il passaggio di alcun mezzo.

E’ quanto sta proponendo un gruppo di cittadini residenti nella Contea di Piscataquis nel Maine, negli Stati Uniti. Il progetto punta a realizzare un centro abitato di 125 ettari seguendo i modelli di progettazione urbana proposti da J.H. Crawford, teorizzatore di una città a misura d’uomo e non di auto.

Come primo obiettivo il gruppo sta cercando di attirare l’interesse di investitori che siano pronti a scommettere su di una zona residenziale nuova ma libera dal traffico e dallo smog delle auto.

L’intero villaggio verrà reso come zona pedonale, per cui ci si potrà spostare solo a piedi o in bici, anche se il progetto prevede comunque delle vie di accesso privilegiate per i mezzi di emergenza, quali possono essere ambulanze o spalaneve. Per le auto verrà predisposto un parcheggio lungo il perimetro, al di fuori dell’area verde che fa da cintura all’abitato, mentre tutto intorno verranno allestiti parchi, terreni per i piccoli agricoltori e campi da gioco.

Gli edifici non supereranno i 4 metri di altezza in modo da poter creare arcate e marciapiedi coperti, molto utili per i pedoni soprattutto durante il maltempo; in più l’altezza esigua consentirà di sfruttare al massimo la luce solare.

La struttura del villaggio sarà "a ragnatela" ma senz'auto!

Gli incroci stradali verranno pensati per favorire le piazze, tipici punti di ritrovo della comunità, che nelle città americane non esitono essendo l’idea di piazza un patrimonio storico tutto italiano! Il sito dovrebbe configurarsi come una zona residenziale, con una densità media dai 35 ai 50 lotti edificabili per ettaro. Le case saranno addossate le une alle altre e per questo si privilegeranno le costruzioni in muratura, resistenti al fuoco. Anche questo un aspetto inusuale per gli standard abitativi americani.

L’idea è che condividere una parete comporti una notevole riduzione dei costi sia per i materiali sia per il riscaldamento. Il villaggio potrebbe essere pensato anche come un’eco-villaggio, una comune, un punto di ritrovo per associazioni e gruppi.

Questo tipo di vita comunitaria dovrebbe migliorare la qualità delle relazioni, privilegiando i rapporti vis-à-vis per recuperare lo spirito di comunità, garantendo al contempo una maggiore sicurezza per i bambini che potranno liberamente circolare per strada.

Che l’ideale urbanistico europeo di eco-villaggio cominci a suonare inetressante anche per gli americani è una cosa che ci riempie d’orgoglio ma ci fa anche pensare che l’attenzione si stia spostando verso realtà abitative più eco-sostenibili e a misura d’uomo.

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