Lo studio è stato realizzato incrociando un lungo elenco di parametri, quali la concentrazione di inquinanti nell’aria, i loro effetti sull’ambiente e sulla salute dell’uomo, quali i decessi in età infantile e la loro incidenza sulla speranza di vita.
Se prendessimo una cartina del globo, potremmo individuare questa poco invidiabile élite delle aree a massimo rischio di tossicità in Europa Orientale, in Cina e nell’emisfero Sud del mondo. Muovendo da Ovest verso Est, la prima tappa è tra Ucraina e Bielorussia, a Chernobyl, dove nei giorni scorsi si è celebrato il 25esimo anniversario di un disastro nucleare che ha rovinato irrimediabilmente la vita di migliaia di persone, colpite da tumori, malformazioni, patologie irreversibili, alterazioni genetiche.
A fronte di un’ecosistema devastato in toto dalle radiazioni – non sono ancor oggi abitabili i 30 chilometri che si estendono intorno ai reattori – più a nord 300.000 tonnellate di rifiuti chimici hanno invece del tutto compromesso l’agglomerato di Dzerzhinsk, sito di riferimento in Russia per la produzione di armi chimiche. Il deposito improprio del materiale ha finito per intaccare le acque superficiali e le falde, di fatto condizionando la vita degli abitanti, che hanno visto drasticamente ridursi le aspettative di vita, come a Sumgayit, in Azerbaijan, o in Siberia, a Norilsk, altra cittadina inserita nella speciale classifica in virtù della concentrazione massiccia di scorie derivanti dalla fusione di metalli pesanti.
Le conseguenze fisiche sugli abitanti di queste regioni sono drammatiche: asma, tubercolosi, emorragie gastrointestinali, infertilità. Un bollettino di guerra che rappresenta la norma anche in India, nell’impianto di estrazione di cromite di Sumgayit. Ed è così anche a Kabwe, in Zambia, dove lo scotto da pagare per le miniere di piombo e zinco sono le infiltrazioni di polveri velenose nel terreno e nelle falde acquifere. Situazione simile si vive anche nel sito di La Oroya, in Perù, dove l’industria estrattiva e la lavorazione dei metalli hanno distrutto il territorio.
Questi sono luoghi un tempo piacevoli dove sarebbe stato bello andare in vacanza ma dove oggi l’uomo ha distrutto il territorio nella ricerca spasmodica di produrre ricchezza senza capire che anche l’eco-sistema rappresenta una ricchezza insostituibile!
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