Quali sono i Paesi che hanno a cuore il loro futuro?

di Nadia Fusar Poli del 17 ottobre 2013

Cosa ci attende nei prossimi decenni? L’incertezza e, in molti casi,  l’incapacità di agire, rischiano di farci trovare impreparati rispetto agli scenari futuri. Come dovrebbero attrezzarsi i Governi del mondo per non lasciarsi travolgere dagli eventi (e dai cambiamenti) che si profilano all’orizzonte?

Difficile rispondere a queste domande. Da un recente rapporto, tuttavia, emergerebbe chiaramente come alcuni paesi, più di altri, abbiano realmente a cuore il loro futuro e siano più pronti e preparati a gestire le sfide che li attendono.

Sulla base di determinati indicatori (in questo caso non economici), che hanno messo in luce la maggiore (o minore) capacità di taluni paesi di “salvaguardare le esigenze delle generazioni future“,  sono emersi risultati che potrebbero sorprendere.

Se normalmente si tende ad utilizzare il criterio della crescita economica per classificare i paesi più “performanti”, – sulla base del quale, peraltro, Paesi come la Cina e l’India si posizionano ai primi posti nonostante i ben noti problemi ambientali  – un approccio più concreto dovrebbe muovere da una serie di altri fattori tra cui, ad esempio, l’impiego delle risorse energetiche, la qualità dell’istruzione, le misure e le azioni intraprese per favorire la democrazia e l’uguaglianza.

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Questo è esattamente ciò che hanno fatto i consulenti di investimento della RobecoSAM che, prendendo in considerazione ben 17 fattori, sono giunti a risultati che si discostano nettamente da quelli sinora pubblicati dagli analisti. Si scopre così che la Svezia è il paese più sostenibile sulla Terra, ovvero meglio attrezzato per il futuro, e che all’ultimo posto (il 59°) si colloca la Nigeria… nonostante tutto il petrolio di cui dispone!

I fattori presi in esame dai consulenti includono l’ambiente (che rappresenta il 15 % del punteggio assegnato e comprende ambiti come le energie rinnovabili e le emissioni di gas), il sociale (il 25 %, in cui sono compresi l’aspettativa di vita e il livello di malcontento e agitazione dei lavoratori ) e la governance (il 60 %, che prende in considerazione aspetti come la corruzione e le disuguaglianze sociali).

L’obiettivo di questo studio è quello di fornire un quadro completo della “capacità del Paese di salvaguardare le esigenze delle sue generazioni future“.

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Australia (più attenta agli aspetti della governance piuttosto che alla salvaguardia dell’ambiente), Svizzera, Danimarca, Norvegia e Regno Unito si piazzano alle spalle della Svezia. Gli Stati Uniti si aggiudicano il nono posto, imponendosi solidamente nella maggior parte delle categorie ma dimostrandosi piuttosto carenti sul fronte ambientale.

La trionfatrice, la Svezia, totalizza punteggi positivi in quasi tutti gli ambiti,  in particolare nell’ uso di fonti energetiche rinnovabili e nelle emissioni di CO2, come sottolinea lo stesso rapporto, nella partecipazione al lavoro e  all’istruzione, e nella governance. La Russia si piazza in 55esima posizione, appena davanti all’Indonesia, al Venezuela, all’Egitto e alla Nigeria. E questo la dice lunga sul livello di coinvolgimento che questo stato ha verso il futuro delle sue giovani generazioni.
Non a caso qui le divergenze più profonde si sono registrate in ambiti come l’ambiente, la qualità dell’ istituzione e il “rischio politico“.

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L’Italia si colloca al 22° posto, quasi a metà classifica.
Potremmo fare decisamente di più per il nostro Bel Paese!

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