Differenziata nuovo obiettivo delle ecomafie: 18 impianti distrutti in 2 mesi

di Luca Scialò del 23 settembre 2015

Ormai il copione è sempre lo stesso. All’alba brucia un impianto per la raccolta differenziata e con questo atto doloso si ottiene un effetto duplice: da un lato si mette fuori gioco un concorrente insidioso per il sistema discariche-inceneritori e dall’altro si permette a qualche politico locale compiacente di gridare all’inquinamento chiedendone l’immediata chiusura.

E l’opinione pubblica lo esalta e gli dà ragione, perché si vanno a toccare le corde sensibili della sicurezza, dell’ambiente e della salute, senza minimamente prendere in considerazione che si sia trattato di un dolo.

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Da quasi quattro mesi, scene di questi tipo cominciano a non contarsi più. La notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 maggio 2015, a Pontedera, in provincia di Pisa, due uomini incappucciati sono entrati nel piazzale della Mansider, che si occupa di smaltimento di rifiuti industriali, e hanno dato fuoco a 70mila pneumatici.

Il 2 giugno 2015 ha preso fuoco a Roma l’impianto Tmb (trattamento meccanico biologico) della municipalizzata Ama, provocando pesanti danni a una struttura decisiva per la raccolta differenziata nella Capitale. Lo stesso giorno a Perugia si verifica un incendio alla Gesenu, anch’essa attiva nel trattamento e smaltimento rifiuti.

Aggiungiamoci altri casi in Campania, Abruzzo, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Quasi tutte le regioni sono nel mirino. Il 28 giugno 2015, alla mezzanotte appena trascorsa, un incendio di vaste proporzioni, quasi sicuramente di natura dolosa, è scoppiato nella mega discarica abusiva che si trova alle porte di Chieti, riscoperta da un’inchiesta del Centro, che ha spinto la Procura ad aprire un fascicolo penale. Il fuoco ha distrutto le ecoballe e i documenti che avrebbero potuto collegare la discarica a un grande impianto di Acerra.

Il giorno prima a Limbiate, alle porte di Milano, in sei con le taniche di benzina in mano hanno attaccato alle 2 di mattina l’impianto di trattamento e separazione dei rifiuti della Ddb. Ne hanno gettata anche addosso al guardiano che è stato anche ferito a una mano ma è riuscito a scappare e a nascondersi.

Ad oggi si contano diciotto attacchi in 75 giorni. Eco-terroristi che hanno anche l’appoggio indiretto del Governo, il quale di recente ha affermato che servono ben 12 nuovi inceneritori. Invece di far proliferare impianti per la differenziata e scoraggiare i malintenzionati, li si incentiva così a distruggere e a far estinguere quelli esistenti.

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