I raggi UVA combattono l’ipertensione

di Marco Grilli del 22 aprile 2014

Tra non molto prenderà il via la tanto attesa stagione estiva e i giornali si riempiranno al solito di notizie con tutte le precauzioni da adottare per evitare i guai dell’esposizione al sole. Ma conviene farsi un bel ‘bagno di sole’ per i tanti effetti benefici che se ne possono trarre, tra cui, forse non sapevate, anche questo: i raggi UVA combattono l’ipertensione!

Lo rivela uno studio condotto dalle Università di Southampton ed Edimburgo, secondo il quale i famigerati raggi ultravioletti potrebbero contribuire a combattere l’alta pressione, riducendo così l’incidenza di malattie quali infarti e ictus.

Non pensate adesso che non esistano i rischi connessi all’eccessiva permanenza sotto il sole in spiaggia, tuttavia è lecito ricordare come quest’ultimo contribuisca a fornire l’apporto di vitamina D ed a migliorare il nostro umore, se non a combattere l’ipertensione come rilevato da quest’importante ricerca, pubblicata sul Journal of Investigative Dermatology.

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In pratica, questo studio ha accertato che la luce solare è in grado di alterare i livelli di monossido di azoto e dei suoi sottoprodotti, che sono abbondanti nella pelle e svolgono un ruolo importante nella regolazione della circolazione arteriosa.

I ricercatori sono giunti a tali conclusioni dopo aver esposto 24 soggetti sani alla luce a raggi ultravioletti emessa da lampade abbronzanti – pari a quella che si riceverebbe stando al sole d’estate per mezzora in un Paese dell’Europa meridionale – e poi a quella di altre che emettevano solamente calore, non associato all’emissione di raggi UVA.

Le analisi hanno registrato un netto abbassamento della pressione sanguigna nei pazienti sottoposti alla prima seduta, che non si è ripetuto nel corso della seconda. Per i ricercatori questi risultati devono esser messi in relazione al processo, innescato dai raggi UVA, che ha portato al trasferimento di piccole quantita di monossido d’azoto dalla pelle alla circolazione. In pratica, la luce del sole sarebbe stata in grado di dilatare i vasi sanguigni, permettendo il calo dell’ipertensione.

Successivi test hanno poi confermato la presenza di depositi di monossido di azoto nell’epidermide, proprio là dove questa è più fotosensibile. Dati che potrebbero convincere i medici a rivalutare alcuni dei consigli forniti per una corretta esposizione alla luce solare, alla ‘luce’ del fatto che i raggi UVA combattono l’ipertensione.

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«Ora intendiamo studiare il rischio relativo di malattie cardiache e cancro alla pelle in persone esposte a diverse quantità di luce solare. Se si confermerà che la luce riduce il tasso di decesso per qualsiasi causa dovremo riconsiderare i nostri consigli sull’esposizione al sole», ha confermato il dermatologo Richard Weller.

Non solo allarmismi allora: la luce solare potrebbe esser molto più utile rispetto a quanto finora creduto.

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