Ramaglie, un tesoro da 120 milioni di euro

di Alessia del 30 dicembre 2013

I rifiuti oramai non devono essere più considerati come l’ultima ruota del processo di mercato, perchè grazie alle sofisticate tecniche di riciclo è possibile trovare modi alternativi per ridare loro vita.
Non solo possiamo riciclare plastica, vetro, carta, rifiuti organici, ma persino gli stessi scarti della natura!

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Pensate a tutte le operazioni di potatura svolte dalle varie amministrazioni: ogni anno in Italia 4 milioni di tonnellate di rami secchi, erbacce, foglie finiscono nei rifiuti e costano ai cittadini 240 milioni di euro. Se in più calcoliamo tutte le spese di gestione dello smaltimento, le cifre aumentano a dismisura.

Ma se questi residui biologici – le ramaglie – venissero impiegati come biocombustibili per il teleriscaldamento, potremmo addirittura ricavarne 120 milioni di euro poichè ogni quintale vale 3 euro.

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Come mai non si è pensato di utilizzare questa risorsa? Il presidente della Fiper, (Federazione italiana dei produttori di energia da fonti rinnovabili) Walter Righini, ha spiegato che fino a poco tempo fa si riteneva che il piombo presente nella benzina potesse depositarsi sulle foglie.

Adesso che il piombo è stato eliminato dai combustibili non c’è nessun vincolo che ci impedisca di ricorrere al recupero delle ramaglie a fini energetici. In ogni caso, se vi dovessero essere residui di metalli, gli impianti di teleriscaldamento sono dotati di appositi filtri capaci di scartarli.

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Francia e Germania attuano già questa forma di riciclo, in Italia – come al solito – il problema è di tipo legislativo, perchè esiste un decreto (d.l.3 dicembre 2010, n.205)  che non considera gli scarti della potatura tra gli elementi riciclabili.

Per ovviare a questo limite bisognerebbe riconoscere gli scarti come biomasse, per le quali invece è consentito il riciclo ai fini della produzione di energia elettrica.

Speriamo che il problema balzi subito agli occhi dei nostri politici considerando che, di questi tempi, una mossa simile potrebbe consentire un alleggerimento delle fuoriuscite dello Stato.

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