Ricavare energia dallo spostamento d’aria creato dal movimento dei veicoli: ci stanno lavorando in tanti

di Claudio Riccardi del 19 aprile 2013

Sistemi per trasformare in energia lo spostamento d’aria dei mezzi di trasporto su autostrade, ferrovie e aeroporti. Ci stanno pensando in molti, ai quattro lati del mondo, e molti hanno già tradotto le idee in soluzioni concrete e funzionanti.

Pensiamo per esempio ai treni, che come tutti notano anche solo stazionandoci accanto, generano quantità abbondanti di calore. In Svezia, la Jernhusen-AB, azienda che gestisce le infrastrutture su rotaia, ha pensato di raccogliere la preziosa energia termica e di utilizzarla per il riscaldamento del Kungsbrohuset, un edificio che ospita uffici di aziende private.

Ricorrendo a un sistema di scambiatori  e condutture, oggi il 25% del calore proveniente dalla stazione è sufficiente al riscaldamento dell’edificio. Soluzione simile è stata brevettata in Francia, da parte della Régie Autonome des Trasports Parisiens, l’azienda di gestione del metrò di Parigi: per mezzo di scambiatori, il calore generato dai convogli sotterranei garantisce il giusto tepore a 17 appartamenti.

Ma ci sono altre potenzialità. I treni in movimento esercitano una notevole quantità di forza meccanica, che grazie ai trasduttori può essere convertita in energia elettrica.

Si chiama principio dell’effetto piezoelettrico: un materiale sottoposto a un certo stress meccanico, produce corrente. Questa tecnologia ha trovato applicazione in Israele, per opera della società Innowattech, e anche negli Stati Uniti

FOCUS: Dalle vibrazioni dei treni, energia per muoverli

Sfruttare l’energia prodotta dal moto e dalle vibrazioni sui binari, ma anche in fase di arresto: sempre Oltreoceano, l’azienda di gestione della rete ferroviaria della Pennsylvania ha di recente dotato la propria flotta di convogli con sistemi per il recupero dell’energia in frenata. Obiettivo duplice: ridurre l’energia elettrica per il movimento del treno, grazie alla forza già immagazzinata nelle batterie, e di conseguenza abbassare i costi dell’energia elettrica; e rivendere una parte dell’accumulo alle authority elettriche.

In Cina, invece, hanno trovato il sistema per sfruttare lo spostamento d’aria provocato dal passaggio delle carrozze. Due ingegneri, Qian Jiang e l’italiano Alessandro Leonetti Luparini hanno messo a punto un sistema di piccole centrali, con all’interno delle turbine eoliche, che permettono di catturare l’aria prodotta dal passaggio dei “serpentoni”, la convertono in energia elettrica e la immettono direttamente in rete.

Italianissimo è anche Romeo Mariani, ex lottatore divenuto commerciante di materiali edili recuperati, e soprattutto geniale inventore. Tra le pareti di casa sua, a Sesto Imolese, ha partorito un sistema per trasformare in energia lo spostamento d’aria dei mezzi di trasporto non solo su ferrovie, ma anche su autostrade e aeroporti. Il segreto, anche in questo caso, risiede nella capacità di utilizzare turbine per trasformare i flussi d’aria in “vagonate” di elettroni.

SPECIALE: Electrical harvesting: il futuro per il risparmio energetico?

Oltralpe hanno recepito le indicazioni di Mariani, portando avanti lo studio per una variante di pala eolica da posizionare a lato delle autostrade. Il particolare strumento, che viene mosso grazie al vento prodotto dal passaggio dei camion, è stato posizionato sull’arteria A6, che collega Parigi e Lione. Gli 1,5 kilowatt di energia prodotta giornalmente, per quanto pochi bastano per alimentare i pannelli interattivi, segnaletica luminosa, videocamere ed anche autovelox. Virtuoso anche l’investimento sugli impianti, pagati attraverso il risparmio realizzato sull’ elettricità che occorre per trasportare l’energia ai vari dispositivi di servizio presenti sulla route. Anche questo è uno dei motivi per cui l’esperimento sta raccogliendo successo e consensi, tanto che si pensa di estenderlo all’ intera rete autostradale francese.

E IN SVEZIA: Stoccolma, il calore delle persone per scaldare un edificio

In tempi di spending review, e grande slancio del settore green, un sistema simile sarebbe forse utile anche sulle nostre vie di comunicazione.

{ 1 comment… read it below or add one }

raiz aprile 19, 2013 alle 10:14 pm

mi sembrerebbe più efficiente ricavare energia da qualcosa che sfrutti la strada, il movimento e anche il peso del veicolo.
perchè non studiano su questo? o ci stanno già studiando?

Rispondi

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *