Riciclare i mozziconi si può

di Luca Scialò del 11 febbraio 2013

TerraCycle un’organizzazione ambientalista che si propone di eliminare il concetto di spreco e diffondere quello di riciclo, che conta su ben 20 milioni di affiliati sparsi in altrettanti Paesi. Nasce nel 2001 dall’intuizione di un giovane di origine ungherese, Tom Szaky, che si è ispirato ai lombrichi come esempio di ciclo virtuoso nel quale la natura riutilizza e valorizza tutto, compresa la spazzatura.

Ne avevamo parlato in un articolo di due anni fa e siamo lieti di vedere come si stia espandendo con successo.

Tra le tante cose, ora è riuscita anche a riciclare…le cicche di sigaretta! Grazie a migliaia di volontari nei magazzini di TerraCycle arrivano ogni giorno 10 mila scatoloni spediti dalle varie filiali sparse per il Mondo. Per farci cosa? Tra le varie cose: posacenere, bidoni per la spazzatura, finto legname in plastica. Che vende a grosse catene di distribuzione, che così possono mettere in catalogo prodotti interamente provenienti dal riciclo.

Ora TerraCycle nonè più una start up, ma una realtà imprenditoriale di successo: pensate che nel 2012 ha superato i 18 milioni di dollari di fatturato e opera in ben 22 paesi.

L’azienda non è comunque la prima in assoluto a utilizzare le sigarette nel riciclo, anche se le cicche rimangono tra gli articoli meno riciclabili al mondo.

La pioniera di questa difficile missione è in realtà una stilista cilena, Alexandra Guerrero, che ha creato una linea di abbigliamento proprio servendosi dei mozziconi di sigaretta.

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