Riciclare pneumatici usati contro gli uragani

di Erika Facciolla del 14 settembre 2014

Dopo i disastri causati dall’uragano Sandy a New York, l’emergenza legata ai cambiamenti climatici (e alle loro nefaste conseguenze) è tornato alla ribalta sulle prime pagine dei media internazionali mentre scienziati, ricercatori ed esperti di tutto il Mondo si interrogano sulle possibile soluzioni per ‘arginare’ gli effetti e ‘correggere’ le cause di questi devastanti fenomeni naturali.

Una singolare proposta arriva dalla scrivania di Stephen Salter, ricercatore dell’Università di Edimburgo, che ha brevettato un sistema basato su una catena di pneumatici usati legati assieme e fissati a grossi tubi di plastica da installare direttamente in mare, a circa 100 metri di profondità.

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Il brevetto è stato realizzato e depositato anche grazie al contributo del fondatore di Microsoft, Bill Gates, e dovrebbe consentire di mantenere la temperatura degli oceani sotto i 26,5°, soglia oltre la quale si verificano gli uragani.

Il principio che regola il meccanismo di questa curiosa invenzione è basato sullo sfruttamento dell’energia ricavabile dal moto ondoso: la catena di copertoni sostiene i tubi di plastica mentre le onde del mare spingono l’acqua più calda verso il fondo, mescolando le acque calde e fredde e mantenendo più o meno costante la temperatura della superficie marina.

La prima sperimentazione sul campo del sistema progettato da ‘Salter Sink’ (così lo hanno ribattezzato negli Usa) dovrebbe essere effettuata nell’Oceano Atlantico, luogo di origine degli uragani più violenti, ma secondo l’inventore occorrerebbe posizionare da 150 a 450 catene di pneumatici per eliminare definitivamente il problema.

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Efficacia da provare, praticità dubbia, ma ottimo rimedio per economicità e contributo all’ambiente, visto che i copertoni usati costano poco e inquinano parecchio. Basterà per sedare la forza dirompente di una Natura oltraggiata dal comportamento sconsiderato dell’Uomo?

 

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