Riciclo anche in carcere: l’esempio di Rebibbia

di Luca Scialò del 25 luglio 2015

Sensibilizzare i detenuti a riciclare i rifiuti può essere molto importante e avere valenze diverse. Lo sanno bene al carcere di Rebibbia, dove è attivissima la cooperativa Rebibbia Recicla, formata da un gruppo di detenuti della casa circondariale di Roma.

Essa a sua volta opera per conto del Consorzio Rolando Innocenti, azienda specializzata nel settore della raccolta, trasporto e recupero di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, nel bacino est della regione Lazio.

La cooperativa ha ottenuto infatti un premio da Ricrea, Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi Acciaio, nell’ambito di Comuni Ricicloni promosso ogni anni da Legambiente al fine di premiare le amministrazioni locali che si sono meglio distinte l’anno precedente nella raccolta differenziata e nella gestione dei rifiuti.

All’interno di Rebibbia, i detenuti della cooperativa, coordinati da un tecnico esterno, si occupano di separare gli imballaggi in acciaio, alluminio e plastica estraendoli dal materiale multileggero raccolto. Così, grazie a uno speciale impianto di selezione e cernita vengono recuperati e avviati al riciclo barattoli, lattine, bombolette, tappi corona, fusti e scatolette.

Ma essi non riciclano solo rifiuti provenienti dall’esterno, bensì anche quelli prodotti all’interno del carcere stesso. In questo modo i detenuti acquisiscono un lavoro vero e proprio venendo assunti tramite contratto dalla Cooperativa, ma anche esperienza professionale da poter spendere sul mercato del lavoro una volta finito di scontare la pena, il che rappresenta un’ulteriore valore di questa esperienza di riciclo anche in carcere.

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Nel corso della kermesse, Ricrea ha premiato per gli ottimi risultati raggiunti anche il Comune di Sala Baganza per il Nord Italia e il Comune di Sinnai per il Sud.

Più in generale, i numeri relativi al riciclo dei rifiuti sono più che lusinghieri. Nel 2014, in Italia sono state avviate al riciclo 335.854 tonnellate di imballaggi in acciaio, sufficienti per realizzare ben 2.239 copie dell’Albero della Vita, simbolo tanto del Padiglione Italia quanto in generale di Expo 2015.

Senza contare il tasso di recupero pari al 74,3% delle quantità immesse a consumo (452.298 tonnellate). D’altronde questo materiale è il più riciclato in Europa, in quanto facile da differenziare, pure nella sua totalità, nonché in modo infinito senza mai esaurirsi.

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