Rifiuti: le discariche sempre opzione numero uno

di Luca Scialò del 26 dicembre 2013

Nonostante i tanti progressi sulla raccolta differenziata, in Italia ancora tanti, troppi rifiuti finiscono nelle discariche. Circa il 39% di quelli urbani. A dirlo il Rapporto rifiuti di Ispra, che sciorina anche i dati relativi al 2012: 11,7 milioni di tonnellate ovvero 196 kg per abitante in un anno!

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Se si entra nello specifico, ci si accorge che nel 2012 le regioni hanno smaltito in discarica più del 50% dei rifiuti urbani. Le regioni peggiori sono risultate la Sicilia (83% dei rifiuti urbani smaltiti in discarica, 404 kg per abitante), la Calabria (81%, 356 kg/ab) e la Liguria (66%, 388 kg/ab).

Il record per la quantità smaltita in discarica è deal Lazio (2,1 milioni di tonnellate di rifiuti urbani), seguito da Sicilia (2 milioni di tonnellate) e Puglia (1,2 milioni di tonnellate).

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In Italia ci sono 186 discariche attive così distribuite: 79 al Nord, 66 al Centro e 41 al Sud. Mentre la regione col maggior numero di impianti è l’Emilia Romagna (18), seguita da Piemonte (16), Sicilia, Toscana e Trentino Alto Adige (14).

Se analizziamo il problema,  l’utilizzo della discarica come sistema di smaltimento dei rifiuti è ancora così ‘di moda’ perché i suoi costi sono bassi:  in Puglia l’Amministrazione paga 50 euro a tonnellata, in Lazio dai 40 ai 70 euro per tonnellata.

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Solo quando la discarica pratica un prezzo più alto ecco che per l’Amministrazione locale diventa più vantaggioso sviluppare la differenziata e il riciclo, così Regioni più all’avanguardia su questo fronte, come il Veneto (differenziata pari al 63%) ed il Trentino (che vanta una differenziata al 62%),  si ritrovano prezzi rispettivamente di 150 euro/t e 119 euro/t per smaltire in discarica i loro rifiuti.

Eppure la legge 549/95 dovrebbe disincentivare l’uso delle discariche, grazie ad un tributo speciale per lo smaltimento in discarica (la cosiddetta eco-tassa regionale) ma non è utilizzata sfruttando le sue potenzialità, che invece porterebbero a risultati clamorosi, come è capitato in Sardegna e nelle Marche. Come al solito, ci viene da dire, le leggi in Italia ci sono pure ma non vengono applicate.

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E così, oltre al danno ambientale c’è anche quello economico: la UE ha avviato delle procedure d’infrazione sulle discariche! E se l’Italia non intraprenderà le bonifica dovuta, spenderà in multe addirittura più di quanto spenderebbe per il risanamento ambientale delle aree in cui insistono gli impianti…

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