Anche i rifiuti ostacolano le ricerche dell’aereo malese scomparso

di Luca Scialò del 27 aprile 2014

Non si hanno ancora notizie sull’aereo della Malaysia Airlines, scomparso l’8 marzo 2014 con 239 persone a bordo tra personale e passeggeri. Di tanto in tanto viene avvistato qualche pezzo, ma in genere le notizie continuano a smentirsi. Ma pare ci siano delle spiegazioni. Anche i rifiuti ostacolano le ricerche dell’aereo malese scomparso.

Stando almeno a quanto dichiara alla CNN lo scienziato Muttilingam Sanjayan, in forze alla ong ambientalista Conservation International, che sta seguendo da vicino la vicenda del Boeing 777.

Finora le ricerche sono state ostacolate dell’enorme ampiezza della probabile area di passaggio del velivolo, come cercare un ago in un pagliaio: pezzi di detriti tra i miliardi che galleggiano nel mare, quando questo è già pieno di immondizia, letteralmente.

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Anche noi di Tuttogreen ne abbiamo parlato. E’ un grande grumo di rifiuti, bottiglie di plastica, lattine, attrezzatura da pesca, detriti caduti dai container o vecchi relitti, che si accumulano, si degradano, si sbriciolano e formano i gyre, spirali di spazzatura, il più famoso dei quali è il North Pacific Gyre. Anche nella parte australiana dell’Oceano Indiano c’è un grumo di questi detriti.

Secondo Denise Hardesty, una ricercatrice della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation, agenzia scientifica australiana, nelle acque intorno all’Australia ci sono tra 12.500 e 17.500 pezzi di plastica per kmq.

E se aggiungiamo i rifiuti lasciati dalle navi di carico che trasportano 100 milioni di container ogni anno in quella tratta, sarà sempre più difficile trovare i resti dell’aereo sparito.

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