Riscaldamento a pavimento: pro e contro

di Salvo del 2 dicembre 2016

Scopriamo pro e contro del riscaldamento a riscaldamento a pavimento o a parete, un’alternativa ai tradizionali termosifoni, che sta ritornando di moda soprattutto nelle nuove costruzioni. Ecco le cose da sapere.

Il riscaldamento a pavimento in realtà non è propriamente una novità. Si tratta di una riscoperta di un sistema in voga tra gli anni ’50 e ’70. Oggi però può godere di tutte quelle migliorie tecnologiche che ne consentono un funzionamento più efficiente rispetto al passato.

Innanzitutto chiariamo di cosa si parla quando si parla di riscaldamento a pavimento, detto anche “a pannelli radianti”.

Le caratteristiche di un sistema di riscaldamento a pavimento

Si tratta di un sistema costituito da tubazioni (nel caso di impianto ad acqua a circuito chiuso) o resistenze elettriche (nel caso di impianto elettrico), disposte sotto il pavimento ed appoggiate a pannelli isolanti. Queste emettono calore in modo uniforme dal basso verso l’alto.

Più frequentemente capita di avere a che fare con riscaldamenti ad acqua. L’acqua viene riscaldata da una caldaia (anche una caldaia a pellet) o una pompa di calore, oppure ancora da impianti fotovoltaici o solari termici. Quest’ultima è un’opzione particolarmente interessante dal punto di vista della sostenibilità ambientale.

Che si tratti di riscaldamento a pavimento ad acqua o elettrico, in entrambi i casi, come vedremo, la caratteristica distintiva è quella di assicurare una distribuzione ottimale del calore nelle stanze.

Il principio in base a cui i pannelli riescono a trasmettere calore a tutto l’ambiente domestico è quello dell’irraggiamento. Attraverso questa proprietà, il calore si diffonde in modo omogeneo da terra fino al soffitto. In questo modo, il riscaldamento a pavimento supera il limite dei sistemi di riscaldamento tradizionali. Che è quello di tendere a concentrare il calore nelle zone più vicine alla fonte di emissione (cioè il termosifone).
Si evince un miglioramento delle condizioni di benessere all’interno della casa, che sarà così riscaldata in modo uniforme.

L’altra caratteristica eco-friendly di questo sistema di riscaldamento è che per funzionare bene sono sufficienti anche basse temperature dell’acqua (almeno in confronto ai radiatori). L’acqua calda di un riscaldamento a pavimento ha infatti una temperatura compresa tra i 30 e i 40°C. E’ all’incirca la metà dei 70°C dei tradizionali impianti a radiatori! Non diversamente, anche gli impianti elettrici funzionano con temperature analoghe.

Come è fatto un impianto di riscaldamento a pavimento:

Premettiamo che per realizzare un impianto di questo tipo, condominiale o non, è indispensabile rivolgersi ad una ditta altamente specializzata. La qualità del lavoro di installazione avrà infatti effetti tangibili sulla durata di vita dell’impianto (che può essere anche di mezzo secolo ndr).

Detto questo, vediamo quali sono gli elementi costitutivi di un impianto di questo tipo:

  • Le tubazioni. Rappresentano uno dei fattori più critici dell’impianto, in quanto devono presentare caratteristiche di particolare resistenza allo schiacciamento ed alla corrosione. Sono elementi che, se mancanti, ci creeranno dei grossi problemi in termini di disagi e spese di sostituzione. Normalmente, le tubature sono in polietilene o di materiali parzialmente di metallo e di plastica. Vengono posizionate sopra un pannello isolante a forma di serpentine o altro pattern che comunque consenta una occupazione uniforme dello spazio.
  • Il citato pannello isolante è il secondo elemento. Posto sopra la soletta, di solito presenta un disegno predefinito e alcuni incastri che facilitano la posa delle tubature. Il materiale con cui è fatto di solito è il polistirolo sagomato. A volte viene invece data la preferenza al sughero, in virtù delle sue migliori performance di isolamento acustico.
  • Il foglio in PVC rigido. Viene abbinato al pannello isolante per renderlo più robusto ed impermeabile. Lo proteggerà dall’umidità.
  • La caldaia. Come detto, dovrà portare l’acqua del sistema ad una temperatura compresa tra i 30 e i 40°C.
  • I collettori. Sono in sostanza le valvole che consentono di regolare l’apertura e la chiusura del flusso d’acqua calda dalla caldaia alle tubazioni e viceversa.
  • Infine, il massetto. Si tratta di uno strato in calcestruzzo che funge da elemento riscaldante.

Differenze con un riscaldamento a pavimento elettrico

La differenza principale di un riscaldamento elettrico a pavimento è che al posto dei tubi avremo una sorta di filo dello spessore di qualche millimetro. Questo viene posato direttamente sotto il pavimento e non prima del massetto.

Fatto l’impianto, potrete scegliere il tipo di pavimento che preferite. Avrete anche più libertà nel progettare l’arredo degli interni, non avendo pareti dove sono presenti i termosifoni.

I pro e i contro del riscaldamento a pavimento, elettrico o ad acqua:

Un impianto di questo tipo presenta un interessante profilo costi-benefici. Ci sono tuttavia diversi fattori da prendere in considerazione. Vediamoli tutti:

Vantaggi principali del riscaldamento a pavimento

1] Il riscaldamento a pannelli radianti comporta un importante vantaggio economico ed ambientale. La cosa sembra abbastanza controintuitiva. Le spese iniziali di acquisto sono infatti superiori (anche 50%) rispetto a quelle previste per i sistemi di riscaldamento classici. Vuoi per la necessità di utilizzare materiali di migliore qualità, vuoi per il bisogno di manodopera qualificata e complessità dei lavori da effettuare, all’inizio si spende di più. Ma la maggiore spesa è ammortizzabile entro un arco di tempo limitato grazie al risparmio energetico con esso conseguibile. E’ possibile stimare che, grazie ad un risparmio energetico quantificabile nell’ordine del 25% all’anno, nell’intero ciclo di vita di un impianto di questo tipo, il risparmio complessivo che l’utente può realizzare – anche al netto di eventuali incentivi di legge – possa arrivare al 35% del totale costi di periodo.

2] Un secondo vantaggio è dato dal fatto che questo sistema può convertirsi anche in un impianto di raffrescamento. Semplicemente con l’immissione di acqua fredda (anche solo 15-17 °C) al posto dell’acqua calda, si ottiene il risultato di rinfrescare l’ambiente senza gli svantaggi (chi non soffre i getti di aria fredda?) e i consumi energetici collegati ai condizionatori. Si evita in tal modo anche l’ulteriore spesa per l’acquisto dei condizionatori.

3] Terzo vantaggio, una migliore e più uniforme diffusione del calore. A differenza di quello che accade coi radiatori, il calore si diffonde in maniera omogenea negli interni.

4] La possibilità di utilizzare energie rinnovabili è il quarto vantaggio associabile ad un sistema radiante. Usare le rinnovabili per i radiatori è attualmente impossibile, dato che dobbiamo portare l’acqua fino ai 70° e per fare ciò dovremo per forza usare un riscaldamento a gas o gasolio.

5] Quinto plus: meno polveri, acari e muffe. A differenza dei radiatori, che producono polveri nocive che poi ci troviamo a respirare, nel caso del riscaldamento a pavimento questo problema è assai minimizzato. Con il riscaldamento a pavimento, l’aria non si riscalda e conserva quel tasso di umidità indispensabile per fare cadere le particelle nocive nell’aria. Il tutto con ovvi benefici per la nostra salute (e soprattutto per chi soffre di allergie!).

Altri vantaggi di un sistema di riscaldamento a pavimento

In vantaggi non finiscono qui. Meritano di essere citati anche alcuni vantaggi “minori”.

6] Abbiamo citato in precedenza il fatto che un impianto di questo tipo ci consenta un ventaglio più ampio di opzioni per arredare gli interni. A dispetto di alcuni pregiudizi che perdurano, anche il pavimento può essere del tipo che volete. Con il riscaldamento a pavimento non si registrano variazioni significative della resa termica dovute alla scelta del tipo di pavimento. L’unica cosa cui fare attenzione, nel caso vogliate posare un pavimento in parquet, è che la posa vada fatta da un parquettista abile. Vanno utilizzate dimensioni ridotte, in quanto il pavimento deve essere stabile e ben posato per prevenire la possibilità che si “alzi”.

7] Generalmente un sistema di riscaldamento a pavimento necessita di un numero minore di interventi di manutenzione e riparazioni in confronto ai tradizionali radiatori. Va comunque prevista una manutenzione periodica dell’impianto, con un lavaggio completo. Parimenti è opportuno aggiungere all’acqua che gira nei tubi additivi che la puliscano e la liberino dai fanghi. La presenza di fanghi, alghe e calcare, nonché eventuali fenomeni di corrosione, possono provocare guasti alla caldaia o una diminuzione della sua resa energetica.

8] Ogni ambiente con la sua temperatura ideale, grazie ai termostati. Ogni stanza potrà avere la sua temperatura ideale (ed omogenea) grazie al collocamento di un termostato per il controllo della temperatura. In questo modo, ridurremo anche lo spreco energetico.

FOCUS: Come risparmiare sul riscaldamento domestico?

Svantaggi del riscaldamento a pavimento

1] Ancorché ammortizzabili in breve tempo, i costi di realizzazione dell’impianto sono più alti rispetto ai classici termosifoni. In media, in un 30% circa, ma possiamo arrivare tranquillamente fino al 50%. Ciò dipende a seconda della qualità dei materiali acquistati e dell’assistenza fornita.

2] I possibili danni alle tubazioni obbligano a rimuovere almeno in parte il pavimento. Provate a pensare cosa può voler dire non avere una scorta di piastrelle o parquet dello stesso tipo per ripristinare il pavimento…. Naturalmente, in caso di guasto alle tubature, è indispensabile avere conservato una piantina del progetto per minimizzare gli impatti di un intervento.

3] Pavimenti in parquet. Se non posati a regola d’arte, potrebbero sollevarsi, con ovvi disagi per gli utenti.

4] Un sistema di riscaldamento a pavimento ci obbliga ad alzare almeno di 5cm la pavimentazione. Questo può essere un problema quando si ristruttura, ci sono mobili su misura o altre eventualità da tenere presente.

5] Un sistema radiante non può essere acceso e spento ad intermittenza. Va tenuto acceso almeno per un giorno affinché riscaldi l’ambiente e va tenuto in funzione una volta raggiunta la temperatura desiderata. Ciononostante, consente risparmi energetici consistenti, come spiegato, stante la necessità di riscaldare meno l’acqua o il filo elettrico.

riscaldamento a pavimento

Ecco un esempio di posa serpentine in un riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento conviene o no?

Non è possibile fornire una risposta univoca, valida in ogni situazione, a questa domanda. Quanto risparmio energetico consenta un sistema radiante, quanto comfort, quali vantaggi o svantaggi puntuali, dipende da una pluralità di fattori.

Tra l’altro, non possiamo prescindere da fattori quali:

  • le caratteristiche della struttura.
  • la qualità dei materiali usati.
  • l’efficacia dell’isolamento termico dell’ambiente in parola.

La valutazione che deve essere fatta è In definitiva, è vero che le resistenze verso l’installazione di un impianto di questo tipo non manchano. Quante volte avrete sentito “non fa abbastanza calore” (cosa per altro non veritiera?). Ma è innegabile che il riscaldamento a pavimento presenti un interessante profilo di costi/benefici, per noi e l’ambiente. Per tanto, rappresenta una opzione da valutare attentamente quando si presenti l’occasione di installarlo.

Ricordatevi sempre, qualora optiate per questo tipo di impianto, di richiedere al termine dell’installazione la dichiarazione di conformità dell’impianto che assicura appunto la sua corretta installazione.

E gli incentivi fiscali?

Buone notizie. Grazie alla Legge di Stabilità 2016, gli utenti potranno usufruire degli incentivi fiscali previsti di recente per tutti quegli interventi effettuati sulla propria abitazione e finalizzati alla riqualificazione energetica dell’edificio.

Per il 2016, la Legge di Stabilità ha infatti confermato anche per quest’anno le detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica. Tra queste ricade anche la realizzazione di un sistema radiante. Va ricordato che tra le opere murarie rientrano anche il massetto di copertura e le piastrelle.

Eccovi altri approfondimenti utili su come risparmiare sul riscaldamento domestico che vi segnaliamo:

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andrea maggio 13, 2016 alle 7:33 pm

Buongiorno. MIo non me ne intendo, ma e’ normale che con il riscaldamento a pavimento ci sis un distacco di quasi un centimetro tra il pavimento ed il battiscopa? Sembra quasi che il pavimento sia sprofondato. Grazie anticipate per la risposta. Domanda

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