I rischi della dieta senza glutine per chi non è celiaco

by Elle on 11 giugno 2016

I rischi della dieta senza glutine per chi non è celiaco sono stati messi in luce dalle ultime ricerche, che considerano una pessima abitudine l’eliminazione di questa sostanza proteica quando non è strettamente necessario.

Si parla spesso di cibi senza glutine e di come sia sano seguire una dieta senza glutine, senza specificare che chi veramente non soffre di allergia al glutine non trarrà beneficio da questa dieta, anzi potrebbe ricavare dei danni alla sua salute. Vediamo perché.

Il glutine: cos’è e dove si trova

Il glutine è una sostanza proteica presente non solo in diversi tipi di cereali (come il grano, la segale, l’orzo, il kamut), ma impiegata anche dalle industrie alimentari per legare insieme gli ingredienti; potremmo, quindi, trovarla anche in alimenti di cui non sospetteremmo, come sughi, zuppe pronte o cioccolato.

dieta senza glutine

Si tratta di una proteina non fondamentale per l’organismo per cui la sua eliminazione non comporta particolari squilibri dal punto di vista nutrizionale, mentre risulta più importante far attenzione all’assunzione di una giusta quantità di fibre di cui i vari tipi di cereali sono una notevole fonte.

Tuttavia, la recente tendenza a prevenire i possibili rischi di insorgenza di celiachia, con diete fai-da-te che eliminano il glutine, potrebbe comportare ripercussioni sulla salute.

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Il glutine: fa male alla salute?

Sempre più spesso sentiamo parlare di persone affette da celiachia, ovvero da un’infiammazione cronica dell’intestino tenue provocata dal glutine. Sembra che in questi soggetti le proteine possano scatenare una risposta autoimmune che danneggia la mucosa intestinale e compromette l’assunzione di altri nutrienti, per cui essi fanno difficoltà a digerire correttamente tale sostanza e rischiano di stare male se assumono cibi che lo contengono.

A livello sintomatico può manifestarsi con nausea, vomito, stipsi, diarrea, gonfiore intestinale oppure con una sintomatologia atipica che non interessa l’intestino, come sintomi neurologici, dermatite. Ma la diagnosi di celiachia si ottiene solo con uno specifico esame del sangue e comporta l’assunzione di una dieta alimentare del tutto prova di glutine come unica procedura terapeutica. L’intolleranza al glutine è un disturbo che non porta a sviluppare la celiachia. Si sta meglio eliminando il glutine per un certo periodo ma poi si può tranquillamente reintrodurre. Anzi, il frumento e il glutine sono tra le cause più importanti di infiammazione da cibo e intolleranza alimentare perché è uno dei cibi più utilizzati nella nostra alimentazione. Basterà seguire una dieta gluten free per pochi giorni e la situazione si normalizza.

Intolleranza e celiachia

Chi soffre di celiachia nasce con una lesione all’intestino per cui le proteine vengono viste dal sistema immunitario come nemici e spingono l’intestino tenue ad attaccare se stesso; chi soffre di intolleranza al glutine non ha questo tipo di lesione, anche se c’è l’infiammazione provocata dal glutine.

La differenza è legata alla risposta immunitaria al glutine. Nell‘intolleranza al glutine, l’immunità innata combatte il glutine direttamente, provocando un’infiammazione a livello dell’apparato digerente e di altre parti dell’organismo. Nella celiachia il glutine è combattuto sia dall’immunità innata sia da quella adattativa, cioè dalla parte più sofisticata del sistema immunitario. Così le cellule immunitarie adattive si rivoltano contro i tessuti, provocando l’atrofia dei villi intestinali associata alla celiachia.

Le lesioni intestinali dell’intolleranza sono diverse ed è altamente improbabile che a chi si riscontra intolleranza al glutine sia stata diagnosticata la celiachia.

Mangiare senza glutine fa male?

Eliminare completamente il glutine, quindi, costituisce una soluzione inevitabile per le persone che solo eliminando questa sostanze possono evitare spiacevoli conseguenze di salute. Di recente, tuttavia, sembra che la dieta gluten-free si stia diffondendo anche tra chi non ne avrebbe realmente bisogno.

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I rischi della dieta senza glutine per chi non è celiaco sono stati ultimamente messi in luce da alcune ricerche e studi, che evidenziano come il sistema immunitario e la salute batterica dell’organismo possano risultare compromessi da questo tipo di alimentazione quando non è necessaria. Secondo medici e nutrizionisti si tratterebbe, quindi, di una pessima abitudine alimentare, diffusasi nei Paesi occidentali per motivi essenzialmente dietetici.

I nutrizionisti, infatti, pensano che la dieta senza glutine per non celiaci, provochi delle carenze nutrizionali e dei rischi per la salute, specialmente in età pediatrica (ribadito da uno studio pubblicato sul Jourmal of Pediatrics), e un aumento dell’ apporto di grassi e calorie. Alcune ricerche poi hanno evidenziato come rinunciare al glutine non faccia neppure dimagrire.

Nelle persone sane, una completa eliminazione del glutine comporta nel tempo che l’organismo non ‘riconosca’ più il glutine e lo consideri un nemico, scatenando reazioni avverse – anche gravi-  quando si riprova a mangiare.

dieta senza glutine

Dieta senza glutine: benefici

Fortunamente, rimane comunque un ampio ventaglio di scelta per mangiare cereali non contenenti glutine: riso, quinoa, germogli di soia, avena, miglio, grano saraceno, semi di girasole, ad esempio sono del tutto gluten-free. Solo per i celiaci una dieta senza glutine apporta benefici all’organismo, sebbene richieda un’ingente spesa e una certa limitazione nella propria alimentazione, dovendo far attenzione anche alle possibili contaminazioni di alimenti. Meglio pertanto evitare di seguire solo una moda falsamente salutistica e che comporta addirittura potenziali rischi della dieta senza glutine per chi non è celiaco.

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Nel caso dei celiaci, invece, la dieta senza glutine permette di risolvere il danno intestinale nella quasi totalità dei casi; con l’eliminazione dei sintomi associati si migliora la qualità della vita e il benessere dell’organismo prevenendo anche la possibile insorgenza di tumori.

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