Risparmiare sul riscaldamento. E-cat: un’invenzione italiana

di Marco Grilli del 27 marzo 2014

Un dispositivo per produrre energia sicura e a basso costo, che limiterebbe la dipendenza dalle importazioni di gas e garantirebbe perfino la possibilità di ridurre a sole 20 euro l’anno le spese per il riscaldamento domestico: sogniamo o siam desti?

Stiamo parlando di un’invenzione tutta italiana, chiamata E-cat e proposta dall’ingegnere Andrea Rossi, che sta facendo molto discutere, seminando ampi dubbi e perplessità nella comunità scientifica.

Si tratta di un dispositivo (E-cat significa catalizzatore di energia), che sfrutterebbe il processo chimico-fisico della fusione fredda per produrre un quantitativo di energia  – in questo caso termica – nettamente superiore a quella necessaria per azionare il congegno. Sostanzialmente un processo “contro-natura”, poiché per produrre energia se ne consuma sempre una quantità maggiore rispetto a quella ottenuta.

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Per fusione fredda s’intende quella tra atomi di metallo (nichel nel caso dell’E-cat) e idrogeno, chiamata così perché si registra in un contesto di bassa temperatura e pressione. Una vera eccezione, se pensiamo che tutti i processi di fusione che avvengono sulla Terra si verificano in condizioni esattamente opposte.

La teoria che spiegherebbe questo fenomeno – l’elettrodinamica quantistica coerente – non è però stata ancora accettata dalla comunità scientifica internazionale, che nutre forti dubbi pure sull’importanza commerciale della fusione fredda, inesistente per alcuni, una semplice truffa per altri. Nonostante ciò, i “fusionisti” continuano a pensare che questa reazione nucleare sia possibile e vada sfruttata, perché economica e priva di inconvenienti, in termini di scorie, radioattività ecc.

ALTRE STORIE DI BUFALE GREEN: 

Nel sito di E-cat, Rossi continua così a promuovere la sua invenzione con toni quasi miracolistici, nella profonda convinzione che il suo marchingegno sarà in grado di cambiare per sempre il modo di produrre energia. «L’impianto E-cat da 1 Mw produce energia attraverso il cosiddetto processo di fusione fredda. Non avviene alcuna combustione; al contrario, nichel e idrogeno si fondono per produrre rame. Per unità di peso, il processo è almeno 100.000 volte più efficiente di ogni processo di combustione noto» sostiene l’ingegnere.

In realtà, questo dispositivo così rivoluzionario non innescherebbe un processo di fusione fredda vera e propria ma solamente di Lenr (Low energy nuclear reaction), poiché grazie all’utilizzo di un catalizzatore ancora tenuto segreto (un altro elemento che non convince gli  scienziati) si fondono due atomi di nichel e idrogeno che producono rame ed un quantitativo notevolissimo di calore.

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Nonostante le forti critiche da parte della comunità scientifica, Rossi ha già messo a disposizione la sua “preziosa” scatola nera per il pre-ordine online. Da quel che si ricava dalle dichiarazioni, l’impianto E-cat da 1 Mw conterrebbe 106 unità E-cat più piccole, montate in un container. Sulla parte anteriore di ciascuna unità si troverebbe la valvola per la ricarica di idrogeno, unitamente al collegamento elettrico alla resistenza usata per avviare la reazione. L’impianto consisterebbe di piccoli moduli paralleli, dove ogni reattore contiene tre nuclei e consuma piccole quantità di polvere di nichel trattata a idrogeno pressurizzato a c.a. 15 bar. Garanzia di due anni, tempo di vita stimato in 30 anni.

Tutto vero o l’ennesima bufala? Difficile per ora far chiarezza, anche se l’approvazione definitiva da parte della comunità scientifica pare molto lontana. Sul conto di Rossi permangono forti dubbi perché lo stesso inventore si è più volte sottratto ai test indipendenti e non ha mai rivelato i meccanismi del procedimento, né la natura del catalizzatore utilizzato. Alla fine Rossi ha sottoposto E-cat unicamente alla verifica di un gruppo di esperti (composto da Giuseppe Levi, Evelyn Foschi, Torbjörn Hartman, Bo Höistad, Roland Petterson, Lars Tegnér e Hanno Essén) giunto alla conclusione che «anche facendo le assunzioni più conservative sugli errori nella misura, il risultato è ancora un ordine di grandezza maggiore rispetto alle sorgenti di energia convenzionale».

Nel test svolto nell’arco di 96 ore dal 13 al 17 dicembre 2012, il sistema sarebbe riuscito ad emettere 160 Kwh di fronte ad un consumo di circa 35 Kwh; nella seconda verifica di 116 ore condotta dal 18 al 23 marzo 2013, invece, la produzione sarebbe stata di 62 Kwh rispetto all’immissione di 33 Kwh.  Secondo i ricercatori, che hanno quindi emesso  un parere positivo sul funzionamento dell’E-cat, non vi sarebbero state reazioni termochimiche e la produzione energetica dovrebbe esser quindi associata alla fusione dei due elementi, qualora si volesse trovare una spiegazione ai risultati ottenuti.

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Piano con l’ottimismo, però. Mancano infatti sia i dati sul rame prodotto, che quelli sul combustibile utilizzato durante i test, perché Rossi ha mantenuto il massimo riserbo su tali questioni. Lo studio, inoltre, è stato pubblicato unicamente su arXiv, un database di lavori scientifici non sottoposti a procedura di revisione dei pari da parte del resto della comunità. L’assenza della “peer review” non permette quindi di conferire prestigio scientifico a queste verifiche, tra l’altro condotte da ricercatori scelti direttamente da Rossi in laboratori non del tutto indipendenti.

ecat

E-cat, produce energia attraverso il cosiddetto processo di fusione fredda. Non avviene combustione; ma nichel e idrogeno si fondono per produrre rame. Il processo è 100.000 volte più efficiente di ogni processo di combustione noto. Questo secondo il suo inventore, Andrea Rossi

La comunità scientifica frena ma l’inventore del dispositivo Lenr non si ferma. Secondo alcune sue recenti dichiarazioni, basterà aggiungere al riscaldamento centralizzato il “miracoloso” E-cat (costo 400-500 euro) per assicurarsi il riscaldamento per tutto l’anno a soli 20 euro, grazie a una sola cartuccia riciclabile a base di polvere di nichel. Bassi costi per ottenere energia sicura e pulita: una rivoluzione o una semplice farneticazione?

Vedremo in futuro come evolverà la vicenda. Intanto, dopo i risultati sui test pubblicati da arXiv, la ditta statunitense Industrial Heat Lcc ha acquisito la proprietà intellettuale e i diritti di licenza per il dispositivo ideato da Rossi. Secondo uno dei fondatori e dirigenti di questa compagnia, J.T. Vaughn, «il mondo ha bisogno di una fonte di energia nuova, pulita e potente. Tale tecnologia potrebbe incrementare il tenore di vita dei Paesi in via di sviluppo e ridurre l’impatto ambientale dovuto alla produzione energetica».

Un primo successo per Rossi, che deve però ancora vincere una battaglia ben più ardua: quella di convincere definitivamente gli scienziati sull’efficacia della sua scoperta.

{ 1 comment… read it below or add one }

AlainCo (@alain_co) marzo 27, 2014 alle 8:21 pm

Sorry to answer in english.
E-cat is not the only reactor in development, even if E-cat seems the most recognized project. We hope an undeniable report by third party in few month, following a preliminary report which is already reasonably undeniable … anyway current delusion is fascinating.
Beside him, Brillouin seems well supported by US Government and may finally win facing E-cat… who knows.
Defkalion seems in deep trouble, but success or revival is not impossible.
And I expect new actors to flourish facing the fear not to be “in”.

If you are interested in the subject you can see the current situation described in few executive summaries like
http://www.lenrftw.net/home/are-low-energy-nuclear-reaction-devices-real
or
http://www.lenrnews.eu/lenr-summary-for-policy-makers/

if you want to understand the scientific controversy, understand the 4 written critics against Fleischmann&Pons experiments and their rebuttal, find the papers published, understand the various experiments done, their protocols, the best book is:
Excess Heat by Charles Beaudette

http://iccf9.global.tsinghua.edu.cn/lenr%20home%20page/acrobat/BeaudetteCexcessheat.pdf

best regards, and good reading

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