Roma e il bluff della differenziata

di La Ica del 17 maggio 2013

Fabrizio Peronaci, reporter del Corriere della Sera, passa un’intera giornata con l’Ama, la società che a Roma si occupa di raccolta, trasporto, trattamento, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti, e scopre che non è così differenziata come sembra.

Martedì 16 aprile decide di seguire il percorso dei nostri rifiuti, e grazie ad un’operatrice indignata, scopre la verità: «mancano i camion dell’umido, e a Campo Boario non c’è neanche il mezzo dedicato, detto “bilico”.  Abbiamo a disposizione solo quello del “nero”, l’indifferenziata».

E cosa significa in concreto? «Vuol dire che oggi quintali di scarti che i cittadini hanno pazientemente selezionato, finiscono assieme a tutto il resto».

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E non è la prima volta! Fors’anche in seguito ai problemi legati alla recente chiusura della discarica di Malagrotta (una frazione di Roma Capitale dov’è presente la più grande discarica d’ Europa, con 230 ettari estesi tra l’Aurelia e Fiumicino), di mezzi a disposizione ce n’erano meno dell’occorrente: un solo compattatore era in servizio, ed era il CSL (Compattatore Side Loaded, destinato ai rifiuti indifferenziati).

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Di conseguenza, gli operai non avevano altra scelta che creare pigne indistinte di sacchetti rosa dell’organico, neri dell’indifferenziata, blu della plastica e beige della carta. Un’indifferenziata inutile, uno spreco di tempo dei cittadini che hanno impiegato tempo a capire, abituarsi e dedicarsi alla differenziazione dei rifiuti, e che ora si vedono bluffati dalle stesse persone che avevano promozionato e richiesto il riciclo come unica scelta possibile.

Peronaci si chiede se a questo punto, i dati diffusi con soddisfazione dal Campidoglio, secondo i quali la raccolta differenziata in città sia arrivata al 30,2%, siano al corrente di disfunzioni come quella qui narrata. Inoltre: come si giustifica la carenza di mezzi?

In base a ricostruzioni interne all’azienda, l’emergenza si protrarrà almeno fino a quando non entrerà in funzione il tritovagliatore di Rocca Cencia; sperando intanto che non sorga una nuova “emergenza rifiuti” con epicentro Roma.

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