Sacchetti di plastica, in Mauritania si rischia anche il carcere

di Alessandra Mambri del 8 marzo 2013

Abbiamo già affrontato il tema dell’inquinamento dovuto ai sacchetti di plastica usa e getta e delle sanzioni italiane che sarebbero dovute entrare in vigore per chi commercializza e usa questa tipologia di buste, ma mentre in Italia i provvedimenti sono stati rimandati a data da destinarsi, molti Paesi hanno adottato multe e anche punizioni abbastanza severe.

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Alla lista di quelli che lottano contro la plastica si è aggiunta la Mauritania, dove dal 1° gennaio 2013 i trasgressori rischiano perfino il carcere. Già in Pakistan, infatti, e l’India puniscono il “traffico” di sacchetti con 5 anni di reclusione.

Ora anche la Mauritania si aggiunge all’elenco dei Paesi che hanno bandito “la produzione, l’uso e la commercializzazione dei sacchetti in plastica”, e l’ha fatto senza risparmiarsi: per i trasgressori sono previste sanzioni fino ai 2500 euro e il carcere. All’origine di questo severo provvedimento contro chi lascia sacchetti di plastica, chiamati zazou, e adottato da questo Stato ai confini con il Sahara, c’è proprio il grande problema della ‘pandemie de la plastique’.

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Migliaia di pesci e di altri animali muoiono infatti per via dei sacchetti rilasciati nell’ambiente, che diventano così dei veri e propri killer per pecore, capre, asini, cammelli e mucche che li ingeriscono mentre brucano l’erba. Molte le lamentele che arrivano anche da parte dei pescatori, che li trovano impigliati nelle reti o tra le eliche delle loro imbarcazioni.

In Mauritania l’allevamento di bestiame è un’attività tra le più importanti e alla base dell’economia e dunque, la perdita di un capo di bestiame causata da una busta di plastica diventa punibile anche con il carcere.

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Si è calcolato che l’80% del bestiame muore a causa dell’ingerimento di buste di plastica e che non conviene riciclare i sacchetti poiché la raccolta è troppo onerosa. Secondo dati del Ministero dell’Ambiente, a Nouakchott, la capitale, delle 56.000 tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno dalla città, il 25% è rappresentato proprio dalla plastica usa-e-getta.

La nuova legge  è frutto della collaborazione avviata da anni tra il governo e le Nazioni Unite per cercare di mettere un freno a quella che viene ormai conosciuta in Africa come u no dei più importanti e reali pericoli per l’ambiente. A questo punto l’unica soluzione possibile era bandire i sacchetti di plastica e punire severamente i trasgressori.

Come è stato fatto.

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