San Francisco vieta la vendita di bottigliette d’acqua

di Chiara Greco del 7 marzo 2014

Pare quasi un controsenso che negli Stati Uniti, da tanti ancora considerata la patria delle libertà, si parli di divieti. Eppure sarebbe recente la notizia di una proposta di legge per vietare la vendita delle bottiglie di acqua, entro i 600 ml, nei luoghi pubblici, ai concerti, durante grandi manifestazioni e nei parchi. Succede proprio a San Francisco, una delle città californiane più famose per la visione libertaria.

Del resto, l’idea non sarebbe l’unica negli USA. Da gennaio dell’anno scorso infatti anche a Concorde, in Massachussets, sarebbe vietata la vendita di acqua in bottiglia nei luoghi pubblici della città.

Avete mai visto quante bottigliette lasciate per terra e un po’ dovunque dopo un mega-concerto? Beh, a S.Francisco lo hanno ben presente. E proprio perché la città della East Coast è molto lungimirante e attenta all’ambiente, che si è presa questa decisione.

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Il motivo è legato alla dispersione delle bottigliette vuote nell’ambiente. Il consumo di bottiglie di acqua in plastica provocherebbe troppi danni, e consumerebbe parecchie risorse energetiche e idriche (secondo alcune stime in un anno negli USA si consumano 20 milioni di litri di petrolio per produrre bottiglie d’acqua, mentre ci vuole più di 1 litro d’acqua per fare 1 litro d’acqua…).

A San Francisco la proposta, lanciata dal consiglio cittadino, il Board of Supervisors, in seguito ad un disegno di legge del 2007, avrebbe già avviato non poche contestazioni. Tuttavia, l’acqua municipale è ottima, controllata e sicura. Basterà mettere a disposizione fontanelle e punto di distribuzione sul territorio per riempire bottigliette e contenitori quando si è fuori casa.

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Della visione opposta sarebbero invece molti ambientalisti, come gli organizzatori del popolare festival cittadino Outside Land Festival, che accusano il consiglio di non essere ancora pronti a lanciare valide alternative per la fornitura di acqua potabile all’interno di luoghi pubblici, vista la rara presenza di fontane o pensiline che distribuiscono la preziosa risorsa.

Con la concreta possibilità che la proposta diventi legge a partire dal 2016, la discussione resta aperta. Forse una proposta di divieto di questo tipo, con un prodotto come l’acqua, potrebbe suonare radicale e il rischio potrebbe essere quello di impedire un libero accesso da parte di tutti. Resta da vedere se la lotta degli ambientalisti avrà un esito positivo.

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cristiano valli marzo 12, 2014 alle 1:30 pm

“una delle città californiane più famose per la visione libertaria” è una stupidata. san francisco e la california sono città e stato più prescrittivi d’america. la visione libertaria è una altra cosa…

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