I satelliti per spiare le aziende che inquinano

di La Ica del 10 aprile 2015

Dopo i droni, forse saranno i satelliti l’arma più all’avanguardia per gli ambientalisti del futuro.
Da quando Google ha scioccato tutti mostrandoci le immagini dei nostri tetti, i satelliti sono diventati ancora più economici, sempre più leggeri e precisi; questo significa che sarà possibile utilizzarli per poter visionare qualsiasi cosa accada sulla Terra, a partire dalla città e meglio ancora, dalla via in cui viviamo.

Furti, violazioni di domicilio, e persino omicidi: niente sfugge all’occhio elettronico, che a breve potrebbe anche essere messo a disposizione dell’ecosistema.

Un satellite è ad esempio in grado di localizzare i luoghi in cui avvengono incendi dolosi volti a far spazio ad abitazioni fuorilegge; potrebbero rappresentare la strumentazione atta a rilevare tracce di una discarica abusiva o l’effettiva entità di un disastro ambientale.

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Grazie alle immagini ad alta risoluzione che le agenzie sono in grado ormai di fornire, spiare il mondo dal cielo potrebbe essere una risorsa importantissima per creare prove a sostegno di un’accusa, soprattutto nell’eventualità in cui si finisca in tribunale.

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Un satellite a tutela dell’ambiente: Australia, foto di un’area verde

Certo, i satellini per spiare le aziende che inquinano non sono la risposta a tutti i problemi, ma possono dare sicuramente una mano in diversi ambiti.

Nell’autunno scorso è nata la Global Fishing Watch, una non profit che si occupa di mappare gli oceani per individuare, in tempo reale, attività illegali nei mari di tutto il mondo, con particolare attenzione per le aree protette; mentre il World Resources Institute, con il suo Global Forest Watch, si occupa di vegliare sul verde, segnalando se e dove siano stati compiuti degli abusi.

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Un satellite a tutela dell’ambiente: Australia, la stessa area verde privata della zona boschiva al centro

Ricordate il superdisastro petrolifero dell’aprile 2010? Fu SkyTruth, una delle aziende partecipate del Global Fishing Watch, a svelare, attraverso le sue immagini da satellite, come il danno ambientale presso il Golfo del Messico fosse ben più grave di quanto la BP sostenesse. Non mancherà molto dunque che queste informazioni arrivino a essere alla portata di tutti, questo perché, come dichiarato dall’inventore del GFW, non è lo strumento ma l’uso che se ne fa; e se una ‘spia’ telematica potrà aiutarci a salvare il mondo: allora ben venga!

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2010: l’entità del danno ambientale di BP dalle foto satellitari di SkyTruth

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