Schefflera, guida e consigli pratici

di Alessia Riva del 6 aprile 2017

La Schefflera, appartenente alla famiglia delle Araliacee, è una pianta sempreverde originaria delle zone tropicali del Sud America e delle isole del Pacifico.

Sebbene non troppo conosciuta, la Schefflera è molto apprezzata come pianta da appartamento, per il suo fogliame rigoglioso ed esteticamente elegante e la sua adattabilità all’habitat in cui cresce. Non richiede cure rigorose e può vivere fino a vent’anni.

Nel loro habitat naturale raggiunge la dimensione di alberi veri e propri. Invece, coltivata alle nostre latitudini non supera i 2/3 metri di altezza.

Esistono in natura più di 900 varietà di Schefflera, ma in Italia le più utilizzate sono la varietà arboricola e actinophylla. Vediamole nel dettaglio.

La Schefflera arboricola

Nota anche come Heptapleurum arboriculum, la Schefflera arboricola, è dotata di fusti semi-legnosi, alti fino a 1,50 m. Presenta eleganti foglie lucide, composte da 9 foglioline raccolte quasi perfettamente a forma di ombrello (da cui il nome comune di “pianta ombrella”). Per ottenere un effetto estetico più compatto, è uso comune raggruppare 3-4 esemplari, anche di dimensioni diverse, nello stesso contenitore.

La Schefflera actinophylla

Conosciuta anche con il sinonimo di Brassaia Actinophylla, la Schefflera actinophylla è una pianta arbustiva con fusti rigidi, provvista di foglie ovali, coriacee, molto grandi e lucenti.

In estate produce dei fiori molto belli riuniti di colore rosso scuro. Va comunque detto che è sia molto difficile ottenere una fioritura in appartamento.

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Tipo di terreno

Queste piante necessitano di vasi piuttosto capienti, con un terriccio ricco e molto ben drenato, per evitare ristagni idrici. Ogni 15 giorni è bene alimentarlo con del concime per piante sempreverdi.

Una volta all’anno è buona cura sostituire tutto il terriccio ed eventualmente spostare la pianta in un vaso più grande, laddove necessario. E’ consigliabile utilizzare dei vasi in terracotta per favorire una maggiore traspirazione del terreno.

Esposizione

La Schefflera preferisce una posizione luminosa, rigorosamente riparata dal sole diretto, ma si adatta bene anche all’ombra. E’ importante garantire una buona circolazione dell’aria, ma evitare le correnti troppo fredde.

Originaria delle zone tropicali, ha bisogno di costante umidità, quindi per vederla sempre rigogliosa è bene vaporizzare regolarmente il fogliame. In inverno basta bagnarla una volta alla settimana, mentre d’estate è bene innaffiarla almeno ogni 2-3 giorni.

La temperatura circostante non deve mai scendere sotto i 13°, meglio mantenersi intorno ai 15-18°, senza superare i 24-25° in estate, periodo in cui sarà meglio spostarla a mezz’ombra per evitare un’esposizione eccessiva al calore

schefflera

La Schefflera è una magnifica pianta d’appartamento

Riproduzione della Schefflera

La riproduzione della Schefflera avviene per seme oppure per talea di ramo. Quella per talee è la scelta migliore, anche per garantire maggior similarità tra l’esemplare vecchio e quello nascente.

La riproduzione per talee si effettua prelevando delle talee lunghe circa 10 cm, ponendole nel terriccio a circa 1 cm di profondità. Quando compariranno i primi germogli, segno dell’avvenuta radicazione, è bene dare alle nuove piantine qualche tempo per irrobustirsi, dopodiché si potrà procedere con il trapianto nel vaso definitivo.

Potatura della Schefflera

Di solito la Schefflera non ha particolare bisogno di essere potata, in quanto si compone di un fusto solo, ma se si vuole agire è bene farlo in autunno.

Possono essere effettuati dei tagli di contenimento, se sviluppata troppo in altezza, ed è bene eliminare le foglie secche per evitare di attrarre parassiti.

Malattie e parassiti: la caduta foglie

La caduta delle foglie è sintomo di temperature troppo basse, eccesso o scarsità di acqua e concimazione sbagliata. Si tratta comunque di una specie piuttosto resistente, basterà perciò qualche accorgimento nelle pratiche di coltivazione e la pianta si riprenderà nel giro di due settimane.

Può essere soggetta ad attacchi da parte di cocciniglie e di afidi, e per i pidocchi. Nel primo caso basterà lavare le foglie con del cotone imbevuto di alcool, mentre contro i pidocchi sarà bene munirsi di un antiparassitario specifico.

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