Scoperta nuova specie di tartaruga Galapagos

by Marco Grilli on 8 gennaio 2016

Ricordate le spettacolari tartarughe giganti delle Galapagos che ispirarono la teoria dell’evoluzione di Darwin? Per la prima volta in oltre cento anni è stata scoperta una nuova specie di queste mastodontiche testuggini, grazie al lavoro di un team di ricercatori guidati dall’italiana Adalgisa Caccone della Yale University.

I risultati di questo studio, pubblicati sulla rivista scientifica Plos One, aggiungono un nuovo tassello alla millenaria storia degli indiscussi simboli di questo affascinante arcipelago del Pacifico.

Finora si credeva che gli esemplari del versante occidentale e di quello orientale dell’isola di Santa Cruz appartenessero alla stessa specie, la Chelonoidis porteri. Recenti studi genetici e morfologici hanno invece dimostrato che le popolazioni della Reserva (parte ovest dell’isola) e quelle del Cerro Fatal (lato est di Santa Cruz) hanno avuto un differente percorso evolutivo e spaziale. La conferma è arrivata dalle analisi del DNA, condotte sia sugli esemplari viventi che su quelli conservati nei musei, che sono giunte a elevare al rango di specie le tartarughe giganti che popolano il Cerro Fatal, l’area arida orientale dell’isola, chiamata così dopo un brutto incidente capitato a un ranger.

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Questa nuova specie è stata ribattezzata Chelonoidis donfaustoi in onore di Fausto Llerena Sánchez (Don Fausto), il ranger del Parco nazionale delle Galapagos che è andato in pensione dopo 43 anni di onorata carriera, dedicata interamente alla salvaguardia delle tartarughe giganti. Don Fausto, che è stato il principale sorvegliante degli esemplari in cattività a rischio estinzione, ha svolto un ruolo fondamentale nell’esplorazione dell’habitat di questi animali, meritandosi stima e rispetto per il suo impegno e la sua quotidiana dedizione. Da oggi il suo nome rimarrà idealmente impresso nel carapace delle tartarughe del Cerro Fatal.

nuova tartaruga galapagos

Galapagos, un arcipelago che continua a riservare sorprese

Le analisi morfologiche hanno confermato che la nuova specie differisce per forma e dimensioni da quella che popola l’area umida della Reserva. Sebbene si creda che gli esemplari di differenti specie abbiano difficoltà ad accoppiarsi tra di loro, vi sono evidenze genetiche che dimostrano che le popolazioni del Cerro Fatal si sono incrociate, seppur raramente, con quelle che vivono nella Reserva. La grande importanza di questo studio sta poi nell’aver evidenziato la differente storia evolutiva di queste tartarughe giganti.

Gli esemplari del Cerro Fatal, infatti, si sono mostrati geneticamente più simili a quelli di un’altra specie che vive in una differente isola, rispetto che ai loro vicini della Reserva. Ciò dimostra che l’isola di Santa Cruz è stata colonizzata dalle tartarughe giganti in varie epoche e da diverse isole. In sintesi, le 2.500 tartarughe che vivono nella più ristretta e arida area del Cerro Fatal, hanno una storia più recente che risale a circa mezzo milione di anni fa e forti relazioni con le tartarughe delle isole San Cristóbal, Pinta e Spagnola, mentre i circa 4mila esemplari che popolano la più vasta area umida della Reserva nella parte occidentale di Santa Cruz, sono quelle più antiche (circa 1,74 milioni di anni) e provengono dalle isole Isabella, Floreana e Pinzón.

La Don Fausto è la 14ª specie conosciuta di tartarughe Galapagos, considerando anche le due ormai estinte, la Santa Fe, che ci ha lasciato 150 anni fa, e la Pinta, il cui ultimo esemplare, Lonesome Gorge, si è spento nel 2012. A questo punto i ricercatori e i naturalisti si augurano che tale rilevante scoperta contribuisca alla raccolta fondi per lo studio di questa nuova specie, nonché per la protezione del loro habitat. Servono infatti altre ricerche per giungere a capire la dimensione e la struttura della popolazione di tartarughe Don Fausto, così come la localizzazione delle loro aree di nidificazione, le loro richieste in termini di habitat, le principali minacce che le mettono a rischio e gli strumenti per arginarle.

Il paradiso naturale delle Galapagos non può perdere le sue icone!

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