Scoperta sulla luce che potrebbe rendere inutili i semiconduttori nei pannelli solari

di Simona Treré del 5 novembre 2013

I ricercatori della Università del Michigan hanno fatto una scoperta molto importante sul comportamento della luce, che potrebbe cambiare radicalmente la tecnologia alla base dei pannelli solari.

Stephen Rand (professore di Ingegneria Elettrica, Informatica, Fisica e Fisica Applicata) e William Fisher (dottorando in fisica applicata) hanno scoperto che la luce di un laser o del sole se veicolata con la giusta intensità attraversando un materiale che non conduce elettricità, come ad esempio il vetro o la ceramica trasparente, è in grado di creare campi magnetici di intensità molto più forti di quanto si pensasse possibile e ci conseguenza poi di poter generare campi elettrici significativi con quindi anche energia elettrica, una vera e propria “Batteria ottica” quindi.

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Nelle celle fotovoltaiche tradizionali la luce passa attraverso un semiconduttore, viene assorbita e produce calore. Il risultato della nuova scoperta è una “batteria ottica” che potrebbe portare a un nuovo tipo di cella fotovoltaica, priva dei tradizionali semiconduttori, senza assorbimento e capace di produrre una separazione di carica.

In sintesi, la novità della ricerca di Rand e della sua équipe, pubblicata nel Journal of Applied Physics, è ricavare energia direttamente dal campo magnetico della luce, fino ad oggi considerato troppo debole per essere preso in considerazione.

Occorre ancora capire comunque come veicolare la luce con l’intensità necessaria: quella solare ad esempio è troppo debole per indurre naturalmente il processo ma con opportuni “specchi concentranti” si potrebbe aumentare di molto l’intensità ed anche lo stesso materiale non conduttore che genera poi la rettificazione elettrica potrebbe avere efficienza migliore del vetro: in questo caso si potrebbe utilizzare ceramica trasparente

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L’energia solare, grazie alla nuova tecnica, potrebbe diventare quindi più ecologica ed economica, perché non comporterebbe più lo smaltimento dei materiali semiconduttori e allo stesso tempo andrebbe ad eliminare i costosi processi di lavorazione di questi materiali. Infatti, al loro posto si potrebbero utilizzare, ad esempio, delle apposite lenti di vetro per focalizzare la luce.

Facciamo il tifo per gli esperimenti che sono ancora in corso, perchè se l’esito sarà positivo, l’energia solare potrebbe diventare decisamente più accessibile.

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Alex novembre 5, 2013 alle 10:58 pm

“Nelle celle fotovoltaiche tradizionali la luce passa attraverso un semiconduttore, viene assorbita e produce corrente elettrica” non calore 🙂

Lo smaltimento del silicio non è poi molto diverso da quello del vetro ed anche la lavorazione è molto simile (si fonde tutto e si solidifica) quindi i vantaggi non sono poi così elevati. Ma di certo apprezzo l’innovazione e lo spunto accademico di questa ricerca 🙂

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Alessandro novembre 5, 2013 alle 10:37 pm

Ciao a tutti, speriamo che venga confermato, aiuterebbe parecchio nella maggior diffusione dei pannelli solari, ma non basta, finche non si ragiona come sull’importanza, sull’esigenza che noi tutti abbiamo di un energia più pulita, i tempi saranno lunghi, anche con i pannelli a bassissimo costo, qui bisogna darsi da fare tutti x divulgare l’importanza di tutto ciò, bisogna smovere le coscenze delle persone.

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