In bici nudi per farsi vedere: la campagna inglese per la sicurezza stradale dei ciclisti

di Chiara Greco del 9 aprile 2014

Non ci sono piste ciclabili dovunque e i ciclisti non sfrecciano ad ogni ora del giorno e della notte tra le strade urbane, tuttavia il traffico ciclistico in Italia è aumentato negli ultimi anni ma è aumentato anche il numero degli incidenti, mettendo al primo posto il problema della sicurezza stradale dei ciclisti. In Italia il rapporto Aci-Istat del 2012 spiega in cifre molto sugli incidenti stradali.

Secondo il rapporto infatti, mentre sarebbero in calo gli incidenti mortali che coinvolgono le auto, in tutt’altro senso andrebbero visti gli incidenti che vedono i ciclisti come vittime, spesso a causa della disattenzione degli stessi automobilisti.

Considerati insieme ai pedoni, e a ragione, la categoria più debole tra tutti coloro che usufruiscono della viabilità urbana, i ciclisti sarebbero infatti le vittime del 45% degli incidenti mortali in Italia, mentre la media europea si attesterebbe intorno al 33%.

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Il dato reale italiano sarebbe di 4.000 morti all’anno causate da incidenti che coinvolgono i ciclisti, vittime spesso della scarsa visibilità del proprio mezzo. E questi dati drammatici sono simili anche nelle grandi città europee come Londra e Parigi (salvo restando i paradisi della bici come Copenhagen e Amsterdam).

Per sensibilizare gli automobilisti a fare più attenzione ai ciclisti, arriva da oltremanica una campagna lanciata dall’Automobile Association. Un video, che riprende il percorso per le strade di Londra di un uomo completamente nudo a bordo della sua bicicletta, è stato infatti diffuso in modo virale sotto l’evocativo hashtag di #Think Bikes.

L’idea è di ‘scuotere’ le coscienze degli automobilisti sul delicato tema della sicurezza stradale e sulla buona pratica di controllare gli specchietti retrovisori. Forse questo video, sottolineando che i ciclisti vanno notati, potrebbe farlo, magari anche strappando un sorriso…

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