Sistemi di accumulo energetico da rinnovabili: una scommessa da 6 mld di euro

di Claudio Riccardi del 28 dicembre 2013

Pensiamo a una grande, gigantesca batteria. In grado di accumulare tutta l’energia messa insieme a intermittenza dalle fonti rinnovabili. Giá, perchè i kW catturati dall’eolico e dal fotovoltaico, non vengono prodotti in maniera costante durante le 24 ore. Il sole batte per alcune ore al giorno, e non tutti i giorni. Il vento è ancora piú “volatile”, nel senso che non è possibile prevederne durata, frequenza e intensità.

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E allora succede che due realtà, Enel e Terna, hanno pensato che l’energia prodotta in eccesso durante i picchi di assorbimento potesse essere immagazzinata e conservata. Niente di nuovo all’orizzonte, precisiamo, i sistemi di accumulo esistono da decenni, la novità piuttosto riguarda l’applicazione del concetto alle fonti di energia pulita.

Un’intuizione dall’elevata redditività, visto che si parla di un giro d’affari da 1 miliardo e mezzo di euro all’anno, solo nella prima fase di sviluppo. Un business che secondo Anie, la federazione che raccoglie le imprese elettrotecniche ed elettroniche, a livello globale vale un complessivo da 6-7 miliardi di euro.

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Grande l’opportunità che dunque si presenta per le utilitiy tricolore, l’aprifila in tal senso è stata Terna, con 2 progetti. Il primo, per una potenza di 12 megaWatt, verrà realizzato in provincia di Benevento, e potrà vantare il record di dimensioni in Europa. Ma questo è solo l’inizio, di impianti ne arriveranno a breve altri due, 150 milioni di investimenti su una tecnologia giapponese che si basa sui sali di sodio e zolfo, per un totale di 35 megaWatt di potenza e 240 megaWatt di capacità di accumulo. Sul tavolo c’è poi un progetto sperimentale, per la realizzazione, in Sicilia e Sardegna, di 40 megaWatt complessivi, pronti ad aggiudicarsi altri primati.

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Passando ad Enel, anche qui partiamo dai sistemi di accumulo in esercizio in Italia, all’interno del progetto Isernia. Altri 3 sistemi sono in fase di installazione, e godono della copertura del Ministero dello Sviluppo Economico e dalla UE. Enel poi punta dritto allo sviluppo delle auto elettriche, che per ricaricarsi avranno bisogno di batterie.

Secondo gli addetti ai lavori ci sarà una forte esplosione delle piccole realtà, soprattutto al capitolo fotovoltaico domestico. Le ultime statistiche prodotte ci dicono che questo tipo di tecnologia, conservando l’energia accumulata di giorno e rilasciandola nelle ore notturne, potrebbe incrementare l’autoconsumo dell’energia fotovoltaica dal 30 al 70%, per un risparmio del sistema elettrico fino a 500 milioni all’anno.

Una cifra sostanziosa, che assieme all’annunciato dimezzamento del costo delle batterie entro il prossimo quinquennio promette miracoli, o per meglio dire, passi da gigante dell’evoluzione tecnologica delle energie pulite.

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