Smart cities, quali sono i modelli per l’Italia?

di Claudia Raganà del 19 novembre 2012

Città intelligenti, città del futuro, capaci di di affrontare le nuove sfide come la globalizzazione, la crisi economica e lo sviluppo sostenibile, mantenendo alte la qualità dell’ambiente e la mobilità, con un occhio alla coesione sociale, alla tecnologia, alla creatività e alla libertà dei suoi abitanti.

Al modello vogliono tendere anche le città italiane, sebbene il territorio sia estremamente diversificato e renda quasi impossibile l’adattamento di uno schema e di un modello standard di smart city a tutte le sue realtà urbane, come invece avviene con successo per altre realtà europee e oltreoceano.

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Una ricerca effettuata per conto di Siemens dalla società Cittalia ha analizzato un gruppo di 54 città italiane, principalmente capoluoghi di regione o provincia e di dimensioni medio-grandi (con più di 90.000 abitanti), suddividendolo in 6 macro-categorie, sulla base di caratteristiche comuni e di possibili soluzioni comuni.

Gli indicatori analizzati che caratterizzano le smart city comprendono: acqua, aria, rifiuti, verde urbano, energia, sanità, mobilità, logistica, patrimonio immobiliare e qualità di vita. Questo ha consentito di individuare le 6 categorie.

  1. Ambiente. Ne fanno parte città di medie dimensioni, del Centro-Nord (inclusa Sassari). Qui l’amministrazione locale ha effettuato un’importante pianificazione a tutela del territorio e dell’ambiente, dotandosi di adeguati strumenti.
  2. Benessere. Questo cluster include anche la sanità ed il patrimonio immobiliare ma non fa registrare una predominanza geografica significativa. Sorprende la presenza di Napoli, segnalato per l’eccellenza di offerta nei servizi sanitari, che si estende a tutto il Sud Italia.
  3. Città ideali. Quattro sono le città di questo comparto, di medie dimensioni e collocate tutte al Nord: Bergamo, Brescia, Padova e Trento. Registrano un tasso di qualità della vita molto elevato e tutti gli indicatori caratterizzanti una smart city risultano essere altamente sopra la media delle altre città italiane.
  4. Energia. In questo comparto è forte la presenza delle città del Sud Italia, in particolare la Puglia (Taranto, Lecce, Foggia, Andria), che vanta importanti investimenti ed incentivi nelle energie rinnovabili (eolico).
  5. In Divenire. Anche qui si registra la presenza prevalente di città del Meridione, che pur registrando indicatori non positivi, hanno scelto di investire su una specificità, per alzare le loro performance e rincorrere lo standard di smart city.
  6. Mobilità. In questo settore dominano le città metropolitane (Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Venezia), che hanno adottato forzatamente dei programmi di mobilità sostenibile, resi necessari a causa della forte pressione del traffico e dell’inquinamento urbano. A queste città si aggiunge anche Bolzano.

Quali saranno le evoluzioni future?

Il comparto che richiederà maggiori investimenti è quello della qualità della vita, che dipende strettamente dalla mobilità. Per questo le città metteranno a punto piani triennali di sostenibilità, con un investimento pari a circa il 2.5% del loro PIL. In particolare si punterà al trasporto sostenibile e alla creazione di infrastrutture che lo agevolino.

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Seguono investimenti su patrimonio immobiliare e riqualificazione urbana, anche se a grande distanza rispetto alla mobilità. La congestione del traffico rimane ancora la barriera all’ingresso da superare, per lanciare il panorama urbano italiano verso standard veramente smart.

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