Smart Street Lighting System, i lampioni intelligenti fanno rete

di Claudio Riccardi del 15 dicembre 2012

In tempi di crisi è necessario risparmiare su tutto ma proprio tutto, persino sull’illuminazione pubblica. Qualche settimana fa il Governo Monti aveva annunciato l'”Operazione cieli bui”, un provvedimento mirato a spegnere o affievolire migliaia di lampioni che illuminano le nostre città. Lampioni considerati inutili, estetici e non funzionali. Una soluzione piuttosto drastica che sin dal varo aveva destato delle perplessità.

LO SAPEVI: Operazione Cielo Buio

Come spesso accade in Italia, quella che doveva essere una misura immediata, in realtà non risulta ancora entrata in funzione. Ma rimane il problema di una spesa da contenere, una spesa che ammonta ogni anno a 1 miliardo di euro. E senza contare sprechi, manutenzioni, interventi eccezionali. A Roma, ognuno dei 182.000 lampioni presenti ha un costo annuo di 290 euro, a Milano si scende di poco, 237 euro, cifra da moltiplicare per 138.000 esemplari.

Non bisogna tuttavia scoraggiarsi, la tecnologia è pronta a darci una mano. Già in diversi paesi del mondo sono in fase di sperimentazione gli smart lighting system, circuiti di illuminazione intelligente in grado di garantire risparmi sui consumi tra il 30 ed il 50% (anche più delle lampade LED).

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E non è tutto, per ogni lampione il sistema permette di attuare modalità adattive, gestire cioè da remoto intensità e funzionamento, offrendo così la possibilità di una manutenzione diretta e centralizzata.

Questi smart lighting system aprono le porte anche all’integrazione su di un’unica piattaforma di vari sistemi urbani: dalla gestione dei semafori agli smart meter, sistemi per il rilevamento dei consumi energetici, dalla distribuzione intelligente di acqua e gas all’infomobilità, dalla diffusione di sensori per il controllo del traffico a quelli per il monitoraggio della qualità dell’aria, per finire con il controllo dell’illuminazione presso parcheggi e sui cartelloni pubblicitari.

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Non dobbiamo inoltre dimenticare che una simile rete garantirebbe un taglio deciso dell’inquinamento, legato alla produzione di energia elettrica. Non stiamo raccontando un futuro lontano ma in un’opportunità che concretamente si può sviluppare già oggi,considerando le città come delle vere smart city.

Per farlo è necessaria la volontà di chi decide e può investire, politici e imprenditori, cittadini e associazioni. Se si vuole, si può.

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Ettore Ribaudo dicembre 16, 2012 alle 7:58 pm

Quello che dici è vero, se ci mettiamo che anche l’UNI il 30 ottobre 2013 mi ha detto che non vuole diminuire l’illuminazione, il gioco è fatto e la fanno da padroni le lobby energetiche!
Comunque il Friuli ho fatto approvare un articolo che ha risolto ogni problema.
A breve ne sentirai parlare.

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