Smog che diventa biocarburante, grazie ad un rivestimento mangia-inquinamento

di Claudio Riccardi del 4 ottobre 2013

Sfruttare i grattacieli per raccogliere le polveri sottili e convertirle in biocarburante. L’ambizioso progetto porta la firma di Chang-Yeob Lee del Royal College of Art, che intende trasformare la BT Tower di Londra, alta 189 metri,  in un grattacielo per la raccolta dell’inquinamento, e la sua conversione in energia pulita.

Entrando nello specifico, il progetto Synth[e]tech[e]cology  prevede di rivestire la parte superiore dell’edificio con una struttura in fibra di carbonio attorno a un’impalcatura in acciaio. All’interno della struttura dovrebbero inoltre essere posizionati nanotubi di biossido di titanio, capaci di trasformare l’anidride carbonica in gas naturale utilizzando acqua e sole.

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Risultato? Secondo le previsioni,  tale sistema dovrebbe garantire una produzione annua di 100 tonnellate di biocarburante sostenibile. 

Così facendo, da semplice torre, la BT Tower potrebbe diventare al suo esterno un eco-catalizzatore, mentre l’interno potrebbe ospitare una struttura di ricerca per scoprire come ottimizzare l’efficienza complessiva. Nelle intenzioni di Lee, analoghe soluzioni potrebbero essere replicate anche su tutti gli edifici abbandonati, che verrebbero ad assolvere una nuova importante funzione.

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Non stiamo parlando di una novità assoluta, esperimenti simili si sono visti in passato a Chicago e Città del Messico, ma su scala decisamente più piccola.

Il progetto della BT Tower e dello “skyline” londinese si propone invece di lavorare su una scala maggiore, per offrire un contributo efficace e sostenibili per migliorare la qualità dell’aria della metropoli.

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