Un software che riconosce l’animale dal suo verso

di Claudio Riccardi del 9 gennaio 2014

Automated remote biodiversity monitoring network. In una parola Arbimon, in concreto un’applicazione per identificare automaticamente le specie animali a partire dai loro richiami e vocalizzazioni. Un software per il riconoscimento acustico, sviluppato da 6 scienziati dei dipartimenti di biologia e informatica dell’Università di Puerto Rico – Rio Piedras.

Vi chiederete: cosa c’è di green in questa invenzione? Cosa c’entra coi temi che trattate?

Ebbene, l’obiettivo di Arbimon è quello di consentire agli scienziati di monitorare le specie in località remote senza avere una presenza fisica sul terreno. Per essere studiati i fenomeni naturali necessitano di dati affidabili a lungo termine sulla fauna di tutto il mondo.  Uno scopo che la metodologia di campionamento tradizionale fa fatica a raggiungere: la presenza dei biologi sul campo è costosa e spesso porta a selezioni di dati incompleti e limitati.

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I ricercatori centroamericani però precisano: Arbimon non intende sostituirsi alla figura del biologo, ma proprio al biologo intende fornire i migliori dati e strumenti possibili. Le informazioni, memorizzate in un archivio online, potranno essere utilizzate dalle future generazioni di scienziati.

In concreto, come funziona l’applicazione? Arbimon utilizza software ed hardware, compresa una stazione di monitoraggio a distanza alimentata a energia solare. L’hardware registra 144 informazioni al minuto, e le invia in tempo reale ad una stazione base distante fino a 40 km. Le registrazioni vengono poi inoltrate al server progetto a Puerto Rico dove vengono elaborate e messe a disposizione di tutti in meno di un minuto attraverso il web. Questo vuol dire che già ora chiunque abbia una connessione internet può visualizzare e ascoltare su http://arbimon.com più di un milione di registrazioni provenienti da  Puerto Rico, Hawaii, Arizona, Costa Rica, Argentina, e Brasile.

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Il team di ricerca ha  poi sviluppato un’applicazione web che fornisce agli utenti gli strumenti per “allenare” il software ad automatizzare l’identificazione delle specie, insieme ad altri strumenti per misurare l’accuratezza e la precisione del modello. Una volta che un biologo ha sviluppato un modello affidabile, il computer è capace di elaborare più di 100.000 registrazioni in meno di un’ora, fornendo informazioni sulla presenza o l’assenza delle specie.

Arbimon  potrebbe potenziare tutta una serie di alte tecnologie orientate alla tutela degli ecosistemi. L’obiettivo di questi nuovi strumenti è quello di ottenere migliori protezioni per i luoghi e la fauna selvatica in pericolo nel mondo. Conservare e gestire la biodiversità nel mondo è una sfida importante per la società, la speranza di tutti è che gli strumenti  permetteranno a ricercatori, studenti, manager ed opinione pubblica di capire meglio come queste minacce incidono sulle specie, ed avallare efficaci strategie di salvaguardia.

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