Vi avevamo già parlato di un progetto di riconversione in parco fotovoltaico di parte dei viadotti che saranno dismessi della Salerno Reggio Calabria . Eccovi maggiori dettagli:
La Salerno-Reggio Calabria, autostrada tristemente nota agli automobilisti italiani per gli annosi problemi di viabilità ad oggi irrisolti, cerca il suo riscatto attraverso il progetto Solar Wind, l’ultima novità in fatto di energie rinnovabili.
Il progetto, ideato dagli architetti Giovanna Saracino e Francesco Colarossi, prevede il recupero di un viadotto destinato alla demolizione e la conseguente riqualificazione del tratto autostradale compreso tra Scilla eBagnara Calabra.

Progetto solar wind, dettagli del Parco Eolico
Dieci chilometri trasformati in una fonte di energia verde, un autentico “ponte solare” rinforzato con travi reticolari capaci di ospitare 26 turbine eoliche. Tra i piloni del viadotto ne saranno installate 15, con una resa energetica annua di 22.500 MWh, sufficienti ad alimentare 8.500 appartamenti.
E c’è anche spazio per una carreggiata riservata ai pedoni che ospiterà serre per la coltivazione di prodotti biologici. L’altra sarà adibita al transito dei veicoli e ricoperta da una pavimentazione fotovoltaica che genererà 11.200 MWh di energia all’anno.Solar Wind si è classificato al 2° posto nel concorso ‘Solar Park South’ indetto dalla Regione Calabria.
La sua realizzazione costerebbe quaranta milioni di euro (pari al costo di smantellamento del viadotto), ma sarebbe comunque vincolata al completamento dei lavori sul tratto principale dell’autostrada A3: questa, infatti, rimarrebbe una strada panoramica secondaria.
Viste le code interminabili, i lunghi tratti chiusi in un senso o nell’altro, i cantieri perennemente aperti, le numerose falle del manto autostradale e i danni provocati dalla recenti frane che hanno interessato il territorio calabrese, resta solo da vedere quando l’ammirevole progetto potrà passare dalle parole ai fatti, possibilmente senza infiltrazioni dalla malavita.
Articoli correlati:
Solare Collettivo: dopo l’eolico anche il solare ci prova con il crowdfounding












{ 1 commento… leggilo qui sotto oppure aggiungine uno }
Il progetto è interessante, ma siamo sicuri che non siano meglio spesi i 40 milioni con la demolizione? In fondo il problema non è produrre più energia ma evitare di sprecare quella che si ha. Liberare il panorama da un mostro alto decine di metri non ha prezzo!
{ 1 trackback }