Sostenibilità, sembrano più interessati i produttori asiatici dell’occidente

di Martina Pugno del 1 dicembre 2013

Inquinamento delle acque, dei terreni e del suolo: sono vere e proprie emergenze in molte aree dell’Est del mondo, dove anche la salute e i tassi di mortalità della popolazione rivelano inquietanti correlazioni con le pessime condizioni di vita in ambienti altamente contaminati.

Gli imprenditori asiatici, però, sembrano imparare dai propri errori molto più di quelli occidentali, quantomeno nelle intenzioni.

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A rivelarlo è il recente studio condotto da Gfk Eurisko e Dnv Business Assurance su scala mondiale, secondo il quale ben il 95% degli imprenditori asiatici considera la sostenibilità una delle voci più importanti del fare business. Un risultato decisamente migliore di quello ottenuto dall’Europa e dall’Italia, dove solo l’85% considera questi temi fondamentali per lo sviluppo della propria azienda, di pari passo con gli imprenditori a stelle e strisce.

Interessanti le ragioni che spingono gli imprenditori asiatici a tenere in così alta considerazione l’impatto ambientale nel proprio operato: alla base, infatti, ci sono in primis le pressioni dei clienti, che nel 90% dei casi richiedono politiche ambientali trasparenti. Seguono le politiche aziendali (83%) e i consumatori (76%).

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Pratiche concrete di sostenibilità ambientale sono anche efficaci richiami per gli investimenti privati, o almeno questo è quello che crede il 70% dei cinesi e il 60% degli imprenditori orientali intervistati, mentre il dato cala in modo evidente per l’Europa e in particolare per l’Italia: soltanto il 30% degli imprenditori del nostro Paese ritiene che la sostenibilità possa richiamare investimenti e costituire un valore aggiunto al proprio business agli occhi degli investitori.

Ancora più importante, nei Paesi orientali queste convinzioni si sono negli ultimi anni tradotte in azione: l’80% delle società asiatiche ha affermato di aver messo in campo soluzioni per ridurre il fabbisogno energetico, il 76% di aver inciso sul ciclo dei rifiuti e il 62% sui consumi d’acqua.

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A sorpresa, però, un altra area del mondo promette di fare concorrenza all’Asia nel campo della sostenibilità: si tratta del Sudamerica, in cima alla classifica per quanto riguarda l’aumento degli investimenti nei prossimi anni, confermato dal 68% degli imprenditori locali contro il 50% degli asiatici. Mentre per trovare l’Europa e gli Stati Uniti occorre tristemente scorrere i dati verso il basso.

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