Spugna nanotecnologica per disinquinare l’acqua inventata dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova

di Erika Facciolla del 25 gennaio 2014

Dalla ricerca di un team di esperti dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) di Genova è in arrivo una novità che potrebbe risolver buona parte dei problemi di inquinamento che affliggono i nostri fiumi, laghi e mari. I ricercatori hanno messo a punto una spugna speciale, interamente realizzata con materiale nanotecnologico, in grado di assorbire gli olii e separarli dall’acqua.

La spugna – che è pilotabile tramite campi magnetici – ha fornito ottime risposte durante la fase sperimentale e sembra rappresentare una soluzione efficace al problema dell’inquinamento idrico, soprattutto in caso di riversamento in mare di sostanze oleose, come il petrolio, pericolosissimo per uomo e ambiente e di difficile rimozione.

I materiali e i processi impiegati nella produzione della spugna sono poco costosi, il ché la rende facilmente riproducibile su grande scala. La sostanza principale, infatti, è la schiuma di poliuretano, comunemente usata per imballaggi e per l’isolamento termico. Il poliuretano trattato con nanoparticelle di ossido di ferro e di politetrafluoroetilene (il teflon delle pentole), acquisisce proprietà magnetiche, superidrofobiche e superoleofile che lo rendono in grado di assorbire una quantità di sostanza oleosa fino a 13 volte il suo peso.

I dettagli tecnici della ricerca sono stati resi noti in un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica dell’American Chemical Society ACSNano che ha già suscitato grande entusiasmo  tra gli scienziati di tutto il mondo. Che sia l’alba di un nuovo giorno per i nostri mari?

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